Spulciando nel mio pc ho trovato un vecchio post di un blog che avevo alcuni anni fa. Si tratta di un report scritto al termine dell’inverno australe 2003 (si riferisce quindi all’estate 2003) al termine della mia stagione passata là a snowbordare e a sostenere l’esame di istruttore (che qui in italia non è riconosciuto, ma di questo parlerò poi…).

Non è quindi recente ma penso che possa essere comunque un buon riferimento per tutti coloro che sognano la Nuova Zelanda e hanno intenzione di andar fino a la per sciare o snowbordare. E visto che l’estate si avvicina magari siamo proprio nel periodo giusto per organizzare un bel trip dall’altro capo del mondo.

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Quante volte durante una soffocante notte d’agosto passata sfogliando qualche vecchia rivista di sno’ o appiccicati al computer alla ricerca di qualche news dai ghiacciai avete pensato nostalgici all’inverno? Ebbene, mentre la neve ricomincia a fioccare e la speranza di qualche giorno sulla neve si fa sempre piu vivida, io ho appena messo la mia tavola a riposare dopo quasi 90 giorni passati sulle Alpi Neozelandesi!! E mentre sono qui io a languire vedendo la neve sciogliersi ho tutto il tempo di raccontarvi cosa significa vivere il sogno dell’inverno australe.

La Nuova Zelanda ha delle montagne spettacolari chiamate Alpi Del Sud con picchi fino a 3700m (Aoraki/Mt Cook) e una neve che a volte e’ cosi farinosa da dare un senso al termine powder. In quanto poco abitata (solo 4 milioni di abitanti x un’estensione pari all’ Italia) potete immaginare che queste montagne sono un paradiso in termine di Wilderness e quasi totale assenza di code agli impianti. Read the rest of this entry »

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Ci svegliamo presto perchè la stanza è molto luminosa e stranamente nella casa c’è un grosso via vai di persone. Sentiamo in lontananza le chiamate alla preghiera dei musulmani, mischiarsi allo scampanare delle chiese cattoliche, e anche questo non concilia il sonno, ma apprezziamo comunque l’opportunità di vedere la coesistenza delle maggiori religioni monoteiste del mondo. A Sarajevo nello stesso quartiere sorgono a pochi metri di distanza una chiesa ortodossa, una chiesa cattolica, diverse moschee e una sinagoga!

Ci alziamo, facciamo la doccia e pensiamo che forse sarebbe il caso di prenderci la vacanza con calma e rimanere a Sarajevo un altra notte, in modo da poter esplorare la città in modo più approfondito, fare un escursione sulle montagne adiacenti, trovare una libreria con una benedetta guida e riposarsi un po. Francesca va a chiamare il padrone di casa, e lo sveglia, per chiedergli se possiamo prolungare la nostra permanenza ma purtroppo ci dice che ha già delle prenotazioni. Allora ci prepariamo e usciamo, dopo aver deciso che se avessimo trovato facilmente un altro posto saremmo rimasti, altrimenti saremmo partiti. Facciamo colazione comprando in un Pekara (panificio) brioche e paste sfoglie al cioccolato, ottime come sempre (3 in tutto per neanche 0,80€) e cominciamo a cercare una libreria e il tourist information.

Sarajevo

Superiamo il Ponte Latino ed entriamo nel quartiere di Bistrik, passiamo davanti al Birrificio dove si produce la famosa e localissima Sarajevsko Pivo ed entriamo nel Monastero Francescano di St. Ante. Ritorniamo nel quartiere orientale e arriviamo al Tourist Info dove però l’addetta non è particolarmente proattiva. Ci da qualche cartina, di attrazioni già visitate e qualche indicazione sui dintorni ma non molto di più, le chiediamo di una libreria e ce la indica, però.. è domenica!! Ed infatti è chiusa. Concludiamo il nostro giro di Sarajevo passando davanti alla chiesa ortodossa e alla sinagoga. Mentre ritorniamo alla macchina, rimaniamo stupiti nel vedere una comitiva di Boyscout di Milano scorrazzare in bicicletta per le vie di Sarajevo. Pochi metri dopo troviamo un piccolo e vecchio negozio di libri, aperto. Entriamo e purtroppo non hanno la nostra fidata Lonely Planet ma hanno una guida in inglese che sembra ben fatta quindi contenti la compriamo. Read the rest of this entry »

Ieri mi sono recato in montagna, a Madesimo, con alcuni amici per fare insieme una bella snowboardata.
Giornata splendida, mite e soleggiata, nonostante la scarsità della neve e l’ovvio affollamento dovuto alle vacanze natalizie.

Nel pomeriggio uno di noi propone di fermarsi alla baita per comprare una bottiglia di acqua. Percorriamo la pista fino alla stazione intermedia della seggiovia e mentre il nostro amico entra nel bar noi ci sediamo in terra ad una decina di metri dall’ingresso, a pochi metri dalle sdraio e circondati da decine di sci e tavole parcheggiate. Io ne approfitto per rollare una sigaretta.

Ad un tratto alle nostre spalle arriva un tizio in tuta da sci che con tono scortese ci chiede se ritenevamo fosse il caso di stare seduti in mezzo alla pista. (solo poco dopo ci rendiamo conto che fosse un poliziotto del distaccamento sciatori poichè la sua tuta da sci recava solamente sulla schiena la scritta Polizia..) Allibiti lo guardiamo, ci guardiamo intorno e alzandoci gli facciamo presente che non ci sembrava affatto di essere in mezzo alla pista, essendo seduti a pochi metri dal bar e circondati da sci e tavole parcheggiate.

Non faccio in tempo ad alzarmi che il tizio si butta letteralmente in ginocchio e con fare sospetto ed esagitato comincia a frugare fra i miei piedi nella neve urlando: “cos’è quello, cos’è quello!!”. Si rialza dopo qualche secondo con in mano un pezzettino marrone. Read the rest of this entry »