Ci alziamo abbastanza presto, riordiniamo la stanza e i nostri zaini, ci facciamo la doccia e recuperiamo i nostri abiti lavati. Salutiamo la padrona di casa e la sua anziana madre,  non spiccicano mezza parola di inglese ma sono molto gentili e calorose nel salutarci in bosniaco. Vediamo ancora al bar fuori dall’appartamento la signora del tourist information che ci da qualche indicazione sui posti da visitare nella zona. Ci spiega che l’Eco-Kamp, una specie di villaggio ecologico, a Sipovo, di cui ci ha parlato un ragazzo a Banja Luka non è ancora attivo e il paese in se non è nulla, quindi conferma il consiglio di andare sui Pliva Jezera, i laghi del fiume Pliva a vedere il posto e i suoi caratteristici mulini ad acqua. Distano solo una decina di kilometri quindi decidiamo di andarci. Prima però facciamo ancora un giro del paese, colazione a base di dolci tipici da un Pekara e visita alle famose cascate di Jaice.

jaice

Arriviamo al belvedere e il panorama è affascinante, la cittadella mediovale in cima al colle  e un salto d’acqua di circa 25 metri. Schiuma bianca e il fragore tipico delle grandi cascate. Facciamo un paio di foto, ci godiamo il panorama e il sole che finalmente sembra essere uscito e poi andiamo in auto nella periferia di Jajce dove vediamo case abitate ancora incredibilmente distrutte dalla guerra e un enorme cimitero musulmano con le sue bianchissime tombe. Read the rest of this entry »

Annunci

Ci svegliamo con calma, ha diluviato tutta notte ma ora il tempo sembra reggere. Scendiamo al ristorante con i nostri zaini per salutare il padrone e per andare a visitare la città di Banja Luka, la città più grande della Repubblica Srpska. Appena usciamo dal ristorante vediamo che all’esterno il cuoco sta preparando una porchetta allo spiedo, di sicuro non era quella la carne della sera prima. Fortunatamente vediamo che allo spiedo c’è anche un altro animale, un agnello, e il proprietario ci conferma essere quello il nostro pasto. Tiriamo un sospiro di sollievo e ci annotiamo il nome di questo piatto nazionale cosi misterioso: Janjetina (da Janje, appunto Agnello). Noteremo poi in tutta la Bosnia al lato della strada fuori da ogni ristorante dei grandi forni con agnelli interi infilzati a girare e arrostire.

Arrivati nel centro di Banja Luka parcheggiamo e dobbiamo trascriverci su un foglietto il nome della strada, in cirillico, in modo da poterlo mostrare a qualunque passante per ottenere informazioni e ritrovare la nostra macchina (non siamo ancora in possesso ne di cartine ne di una guida della Bosnia…).

BanjaLuka Kastel

Non abbiamo ancora fatto colazione quindi entriamo in una Pekara (panetteria) che espone un sacco di dolci e torte salate ma non riusciamo a capire cosa contengano e la commessa che non parla inglese, riesce giusto a dirci cosa è dolce e cosa non lo è. Optiamo per una specie di brioche con la marmellata di mirtilli e un dolce strano (dovrebbe chiamarsi Pita, o comunque in inglese filo-dough) fatto di un cilindro di pasta sfoglia arrotolato su se stesso a forma di spirale e ripieno di una crema marroncina. Mi aspettavo fosse nocciola o burro d’arachidi, alla fine dopo numerosi assaggi arriviamo alla conclusione che si tratti di crema di marroni. Entrambi i dolci sono ottimi e la spesa non equivale nemmeno a quella di una semplice brioche in italia. Passeggiamo per il Korzo, il viale principale, che purtroppo si assomiglia a qualunque altra via commerciale del mondo. In fondo alla via c’è una palazzina completamente distrutta e a fianco un centro commerciale abbastanza vecchio e grigio. Nel frattempo cerchiamo una libreria per acquistare una guida della Bosnia. L’unica libreria che troviamo non ne ha quindi chiediamo indicazioni per il Tourist Info. Read the rest of this entry »

Ci svegliamo alle 7 ma distrutti dal primo intenso giorno di viaggio posticipiamo la sveglia alle 8. Quindi percorriamo i 12 km che ci separano dal Parco Nazionale dei Laghi del Plitvice. Acquistiamo il biglietto di ingresso, 110 kune a testa, e facciamo colazione mentre pensiamo a quale percorso seguire per visitare il parco.

Il Plitvice (Plitvicka Jezera) consiste in un area di circa 30000 ettari, diventata parco nazionale nel 1949 e dal 1979 è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità. L’area visitabile è situata in una vallata di circa 8 km e ci sono 3 possibili tragitti da 2, 4 e 6 ore, percorribili in parte a piedi, in parte su battelli elettrici e in parte su trenini su gomma. Stabiliamo che il percorso da 4 ore sia sufficiente per visitare il parco, perchè dalla mappa vediamo che è quello che permette di vedere tutti i punti panoramici principali e sfruttare il trasporto evitando le parti più lunghe a piedi all’interno del bosco.

Plitvice National Park

Tutto il tragitto prevede sentieri semplici e ben tracciati e numerose passerelle di legno e ponticelli per attraversare i laghi e le cascate, quindi anche in questa occasione lasciamo in auto la nostra attrezzatura da trekking, la Frà parte con i sandali mentre io decido di tenermi gli infradito nello zaino e procedere a piedi nudi, per provare ad affrontare, dopo mesi di “allenamento” il mio primo vero e proprio percorso da BareFooter (di sicuro muoversi a piedi nudi su rocce e ponti di legno scivolosi si rivelerà la scelta migliore rispetto ai sandali e alle infradito di molti turisti, anche se mio malgrado tutto ciò ha scatenato lo stupore e le domande di molti visitatori, e, devo ammetterlo, un po di indolenzimento alle piante dei piedi il giorno dopo…). Read the rest of this entry »

trattato di ateologiaTrattato di ateologia – Ofray Michel
€ 9,00 Pg 219
Fazi Editore Collana Le terre 2006

Dio non è morto, nè moribondo. Una finzione non muore, un’illusione non trapassa mai, un racconto per bambini non si confuta.

Con queste parole Michel Onfray introduce il suo libro in cui si propone di definire un nuovo ateismo che non esista solo in quanto contrapposizione e negazione alla religione: Un ateismo ateo, definizione tautologica che sta a sottolineare il superamento del’ateismo cristiano, definizione essa stessa contraddittoria ma che trova la sua ragione nella pratica comune di coloro che negano Dio ma sostengono i valori cristiani, che respingono la trascendenza ma vedono come unica strada la rilettura laica del contenuto dei libri sacri.

Mentre ricostruisce la nascita delle tre dottrine monoteiste ne decostruisce impietosamente le ideologie, mostrando incongruenze, menzogne e assurdità di ogni tipo. Niente e nessuno si salva, Ebraismo, Cristianesimo e Islam vengono ugual modo attaccate e messe a nudo dall’occhio critico e dalla mente lucidissima e preparata di Onfray. Read the rest of this entry »