Il capitano è fuori a pranzo – Charles Bukowski
€ 6,50 Pg 138
Ed. Feltrinelli 2003

La cosa terribile non è la morte, ma la vita che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. (..) Hanno la testa piena di ovatta. Mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un pò dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro.

In questi ultimi tempi in cui i valori di Dio Patria e Famiglia sono ritornati in auge con un governo di Destra e un Papa integralista, sarà lo stress, sarà la disillusione, ma ho un pò accantonato i libri di politica e di economia e mi sono buttato a capofitto nella lettura di Bukowski.
Non che sia una lettura leggera e frivola, sebbene incentrata sulle corse di cavalli, sulle donne e sull’alcool, ma almeno non mi costringe a rimuginare sulla (im)possibilità di un mondo migliore. La violenza delle sue parole, la sua disperazione e il ribrezzo che vomita sui mezzi uomini vede intorno a sè costituiscono una bella valvola di sfogo. Read the rest of this entry »

L’ amore è un cane che viene dall’inferno – Charles Bukowski
€ 8,00 Pg. 207
Editore    Guanda – Le Fenici tascabili  2007

Ciò che conta adesso
è un’altra
figa stretta.

Al sentire queste parole non penso che avrei mai definito nessun mio amico un poeta, nè avrei mai potuto pensare si trattasse di una citazione colta. Tant’è, questo è un verso di Charles Bukowski, più precisamente tratto dalla poesia “Folle come sempre”.

Dopo aver visto il film su Bukoswki mi ero ripromesso di approfondire la conoscenza di questo autore attraverso la lettura di alcune sue poesie.  Ebbene, questo libro di poesie è principalmente incentrato, come credo la maggior parte della sua produzione, sullo scopare e sul bere.

Onestamente la maggior parte di esse mi ha lasciato abbastanza indifferente sia dal punto di vista dei contenuti che dello stile; in alcune sono stato colto dallo sbigottimento e da un pò di repulsione nel leggere di un sessantenne ubriaco che si masturba in auto guardando delle studenti alla fermata dell’autobus.
Ma poi ecco, tra un conato di vomito, un eiaculazione e un posacenere stracolmo ecco qualche lampo di poesia.  Cupa, desolata, totalmente priva di speranza, espressa con un linguaggio crudo e violento, ma pura poesia.
Poche frasi, caustiche e disincantate che svelano con estrema negatività e decandenza tutto il degrado spirituale e materiale che Bukoswki vede nella società.  Non solo quello dei bassifondi, dei pub malfamati e dei bordelli, nel quale lui in fondo si sente a suo agio, ma anche quello dei quartieri altolocati e che si insinua in ogni livello sociale.
Non c’è speranza, non c’è salvezza, ma “nessuno sembra farci caso”, quindi forse infine e davvero:

“Ciò che conta adesso
è un’altra
figa stretta.”

Decrescendo cantabile. Piccolo manuale per una decrescita armonica – Jean-Claude Besson-Girard
€ 16,00 pg 175
Jaca Book 2007

L’idea della decrescita fa paura. Come scrive Serge Latouche nella prefazione di questo libro, la pregnanza sul nostro immaginario della religione della crescita e dell’economia è tale che parlare di decrescita è letteralmente blasfemo e colui che vi si arrischia è trattato da iconoclasta. Ma parlare di decrescita è, al giorno d’oggi, auspicabile e necessario poichè con il delirio della crescita illimitata, in un mondo finito, la presunta razionalità del mondo economico svela la sua fondamentale irrazionalità.
Questo piccolo manuale, ad opera del pittore Jean-Claude Besson-Girard, si rivolge a tutti quegli “obiettori della crescita” che intendono sfuggire al degrado etico, materiale ed ambientale causato dall’economismo dominante.
Questo libro, diversamente da molti altri pubblicati negli ultimi mesi, incentra le sue argomentazioni non tanto sulle statitiche dei disastri ambientali o su teorie economiche, quanto sull’aspetto poetico dell’idea di decrescita.
L’autore individua nella degradazione dello spirito poetico e della facoltà di sentire e di interrogarsi le principali cause , allo stesso sintomi, del nostro stato di alienazione che ci porta a consegnarci ciecamente nelle mani della più grande utopia della storia umana, quella della crescita illimitata in un pianeta dalle risorse limitate. Read the rest of this entry »

Dinosauropoli, noi

aprile 15, 2008

non conosco particolarmente Charles Bukowski. Ho letto forse un paio di libri e a quanto mi ricordo non è che mi avessero fatto particolarmente impazzire. Probabilmente non ero riuscito a percepire la profonda poesia nascosta sotto tutta la sua volgarità. Per caso proprio oggi ho noleggiato in biblioteca il dvd del film Factotum tratto da un suo romanzo e negli extra c’era pure il documentario Born Into This – Nato per essere Bukowski.

Ebbene, a parte il fatto che ho scoperto un “Hank” che ignoravo, e che mi riprometto di approfondire, sono rimasto particolarmente colpito dalla citazione della poesia “Dinosauria, we”.

Beh, nella depressione post elezioni questa poesia dai contenuti cosi anticipatori mi fa proprio dubitare delle coincidenze..

Dinosauropoli noi,

nati così / in mezzo a tutto questo / tra facce di gesso che ghignano / e la signora Morte che se la ride

e mentre gli ascensori si guastano
e gli orizzonti politici si dissolvono
e il ragazzino che riempie le buste al supermercato è laureato
e i pesci sporchi di petrolio sputano fuori la loro preda oleosa / e il sole è lì nascosto.

Noi siamo nati così / in mezzo a tutto questo
in mezzo a queste guerre ragionatamente folli
in mezzo al vuoto spettacolo dei finestroni di fabbrica rotti
in mezzo ai bar dove le persone non si parlano più
in mezzo alle scazzottate che finiscono con coltelli e pistole

siamo nati in mezzo a tutto questo
tra ospedali così costosi che conviene lasciarsi morire
tra avvocati talmente esosi che è meglio dichiararsi colpevoli
in una nazione dove le prigioni sono piene e i manicomi chiusi
in un posto dove le masse trasformano i cretini in eroi di successo Read the rest of this entry »

Un giorno della mia vita/
casino totale / birra fagioli crackers e sigarette /
un sacco di risate / il piacere del vino / esercizi d’amore /
niente per caso / in ogni caso nessun rimorso

poesia dorsale disobbedienza
Disobbedienza civile /
Uno / di noi tre /
camminando / a passo di gambero /
il cammino del’uomo / contro il capitale globale
poesia dorsale - regime
Regime / La democrazia del grande fratello /
Grande città violenta / cane mangia cane /
Gli indifferenti /
No! / immaginiamo / una nuova narrazione del mondo / la città della gioia /
Educare alla libertà / sobrietà / Coscienza globale / Vivere semplice /
Perchè limitarsi a sognare? /
Ci salveranno gli ingenui