Catechismo di ateologia. In cosa crede chi non crede – Paul Desalmand
€ 12,50 pg 238
Editore Piemme – 2008

Cio di cui abbiamo bisogno non è la volontà di credere ma la volonta di scoprire, che è esattamente il contrario. (Bertrund Russel)

Che si sia atei convinti in cerca di solide argomentazioni storiche e filosofiche a cui appellarsi durante discussioni con i credenti, oppure si sia credenti che vogliano capire le motivazioni dei senza dio e sondarne la moralità, oppure si sia semplicemente scettici e curiosi, questo libro di Desalmand è assolutamente imperdibile.
Che lo si possa apprezzare e condividere, invece ovviamente dipende dalle posizioni di partenza con le quali si affronta il libro. Penso proprio che un credente possa ritenersi offeso da gran parte del libro e persino trovare difficile giungere alla fine.

Infatti frasi come “Dio offende la ragione”, “Dio non è altro che la proiezione delle aspirazioni dell’essere umano” (Feurebach) oppure ( riguardo alla sofferenza e all’ingiustizia nel mondo ) “la sola scusa che Dio ha, è che non esiste” (Stendhal) non sono facili da digerire nemmeno per il credente più disponibile alla comprensione e al dialogo.

Il libro ci va giù pesante, sebbene non sia caratterizzato dalla stessa vena polemica del Trattato di Ateologia di Onfray o Dio non è Grande di Hitchens, ma quello che ho trovato affascinante è il suo essere una summa coltissima del pensiero ateo nella storia dell’umanità.
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Dialoghi - Poesia Dorsale
Dialoghi/
un indovino mi disse/Dio non è grande/
bla bla bla/
Dice lo Zen/divieni cio che sei/
Fuffa/
il mondo deve sapere/
avere o essere?/la scelta difficile

il giusto e l’ingiusto coverIl giusto e l’ingiusto –  Jean-Luc Nancy
Ed. Feltrinelli  2007
€ 6.50 pg 59

Questo è un libro di filosofia. Ma prima di spaventarvi è bene precisare due cose:
– sono solamente 59 pagine scritte piuttosto in grande e consistono nella trasposizione di una conferenza;
– la conferenza di cui è la trascrizione è avvenuta in un teatro di fronte ad un pubblico di studenti e giovanissimi.
Quindi niente innumerevoli note a piè di pagina, nè noiosissime citazioni e rimandi storici ma un linguaggio semplice, chiaro e colloquiale.

Lo scopo di questa piccola lezione di filosofia è quello di esporre il significato di giusto e ingiusto, le differenze tra l’applicazione della giustizia come istituzione e il concetto di giustizia come ideale superiore di equità e rispetto di noi stessi e degli altri.
Le domande dei ragazzi toccano alcuni argomenti come le dittature, le guerre “giuste”, le diversità ideologiche delle fazioni politiche e l’autore riesce a gestire questi temi complessi senza che vengano sminuiti dalla leggerezza della sua esposizione. Read the rest of this entry »

I Simpson e la Filosofia

ottobre 23, 2007

simpsonefilosofia_coverI Simpson e la filosofia
William Irwin – Mark T.Conard – Aeon J.Skoble
Ed. ISBN 2005
Pg 330 € 17

I Simpson sono un cartone animato e sono uno show decisamente popolare. Questi due aspetti di per sè fanno spesso liquidare questo programma come di basso livello culturale. In realtà la satira dei Simpson è molto stratificata, piena di doppi sensi, citazioni, con allusioni alla cultura pop come a quella più alta, gag visive e umorismo autoreferenziale. Il fatto che sia sufficientemente profondo, notevolmente divertente e molto popolare ha convinto gli autori ad utilizzarlo per illustrare “alle masse” i problemi filosofici più tipici.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare dal titolo, questo non è un libro leggero, e il discreto numero di pagine lo dimostra. Non tratta infatti La Filosofia dei Simpson nè tantomeno I Simpson come Filosofia; nei suoi 18 capitoli, scritti da altrettanti studiosi, si prende spunto dai loro personaggi e dalle tematiche ricorrenti per esporre le principali teorie filosofiche in modo originale e meno cattedratico.

Pur non essendo un libro leggero, questo non significa che sia un libro noioso, anzi, grazie allo stile usato dagli autori e dai numerosi dialoghi originali presenti, la trattazione risulta fluida ed interessante (a parte forse alcuni capitoli un po pedanti e poco digeribili come, per quel che mi riguarda, “Ned Flanders e l’amore verso il prossimo” e l’insostenibile trattazione Heideggeriana di “Cosa significa pensare secondo Bart”.
Al contrario “Homer e Aristotele” o “Il mondo morale della famiglia Simpson: Una prospettiva Kantiana” e ancora “Un marxista a Sprinfield” permettono un avvicinamento “indolore” a temi decisamente impegnativi.

Certo si potrebbe avanzare l’ipotesi che questi filosofi non abbiano niente, di meglio, da fare o che passino tutta la vita a farsi “le seghe mentali” pure sui cartoni animati ma in realtà la potenzialità di questo libro è proprio quella di far avvicinare “la gente” alla filosofia e far riflettere sui comportamenti dei personaggi (e quindi sui nostri, essendo loro il riflesso seppur parodiato della nostra società) secondo i diversissimi punti di vista dei principali studiosi di questa disciplina che si sono avvicendati nel corso dei secoli.

Il piccolo principe in noi

ottobre 22, 2007

piccoloprincipeinnoi_coverIl piccolo principe in noi – Un viaggio di ricerca con Saint Exupery
Mathias Jung
Edizioni Magi 2002
100 pg  €10

A distanza di 64 anni la “favola” del piccolo principe continua ancora a essere venduta e letta da milioni di persone in tutto il mondo. In questo libro il filosofo e teraupeuta tedesco Mathias Jung ripercorre tutte le tappe del viaggio del piccolo principe analizzando da un punto di vista filosofico e psicologico i personaggi che incontra durante il suo cammino.

Dopo il primo capitolo introduttivo in cui riprende la biografia del poeta aviatore, ufficiale dell’aviazione in riserva, esiliato in america e morto durante durante una ricognizione poco prima della fine della guerra, per coglierne gli aspetti che hanno influenzato e inspirato molti passi della favola, l’autore dedica ogni capitolo di questo libro ad ogni personaggio del “Piccolo Principe”.

Non si tratta di una sterile rilettura, in molti punti si avvale del testo originale ma solo per riprendere alcune frasi salienti del principino o del suo interlocutore a dimostrazione delle sue tesi.
Citando Nietzsche, Kant, Herman Hesse, Fromm e molti altri scrittori, filosofi, poeti e teologi capiamo quale sia il valore propulsivo della Crisi interiore, quanto la nostra società, sia soggiogati dal consumismo, dall’ossessione del potere e dall’esigenza di apparire, dominati dalle varie dipendenze (dal lavoro, dal gioco d’azzardo, dal cibo, dalla droga e dall’alcool) e dalle nostre ossessioni e paure, in primis quella della morte e quella di sprecare il nostro tempo. Capiamo quanto la amicizia sia un lento processo di costruzione della fiducia,(cio che nel Piccolo Principe viene chiamato Addomesticamento) e quando l’amore costi fatica, sforzi e necessiti una costante “manutenzione”.

Il racconto del Piccolo Principe è insuperabile per semplicità di scrittura e allo stesso tempo per la complessità dei messaggi che ci trasmette. E’ un libro splendido che va dritto al cuore di ogni adulto e di ogni bambino.  L’analisi di Mathias Jung, se da un lato, ritengo, ne svilisce un po la poesia, (come quando a scuola facendo la parafrasi delle poesie si otteneva un messaggio più chiaro ma meno intenso e affascinante), dall’altro permette di andare molto più in profondità nella lettura dei personaggi, degli stati d’animo, di trovare delle affinità in noi stessi, nei nostri comportamenti, e nelle patologie della nostra società.
E ci lascia con numerosi spunti, filosofici e letterari, con in quali continuare la nostra riflessione al fine di riscoprire la lentezza, affrontare le nostre paure e ritrovare il bambino interiore che è in noi, in grado di sprecare beatamente il suo tempo per gustare il mondo che lo circonda, affascinarsi e vivere le relazioni con innocenza e sincerità e cogliere l’essenziale, che come tutti ormai sappiamo grazie a questa splendida favola, è invisibile agli occhi.

ottobre 17, 2007

+ Solo gli idioti non hanno dubbi

– Ne sei certo?

+ Non ho alcun dubbio    (Luciano de Crescenzo)

Mario Capanna
Coscienza Globale – Oltre l’irrazionalità moderna
Baldini Castoldi Dalai Editore
16€ 2006 170 pg

cover_coscienzaGlobale

Mario Capanna si è laureato in filosofia, è / è stato uomo politico, è scrittore e giornalista, è stato leader del movimento studentesco nel 68 ed è presidente al Consiglio dei Diritti Genetici, è ambientalista e pacifista ma anche coltivatore diretto e apicoltore. Tutte queste sue caratteristiche sono sufficienti, a seconda delle singole posizioni ideologiche e/o pregiudizi, ad spingere ad acquistare subito il suo libro divorandolo in pochi giorni oppure a riporlo immediatamente nello scaffale e ad allontanarsene con disprezzo.

Io l’ho acquistato e letto perchè mi ha colpito soprattutto il sottotitolo. Infatti per quanto viviamo nell’era del progresso, della “scienza” economica e della tecnica, ho sempre pensato che il nostro mondo sia caratterizzato da enormi contraddizioni e paradossi che nascono da una profonda irrazionalità (se non vera e propria stupidità..).

Il libro si fa leggere molto bene, con interessanti e approfondite, ma mai noiose, analisi storiche e filosofiche sull’evoluzione dei rapporti fra uomini, fra uomo e ambiente e fra uomo e tecnica/tecnologia. Spesso i suoi ragionamenti partono soprattutto dal rapporto / uso che l’uomo ha/fa con quest’ultima. L’uomo di oggi è “mediato”, nel suo rapporto con la realtà, da un’infinità di strumenti tecnici, ma quanto questa mediazione agevola/influenza/interferisce con la conoscenza della realtà stessa? E’ vero che siamo più informati, ma è anche vero che sappiamo/conosciamo di meno – e questo mi ricorda una frase del libro “Ci salveranno gli ingenui” Read the rest of this entry »