Spulciando nel mio pc ho trovato un vecchio post di un blog che avevo alcuni anni fa. Si tratta di un report scritto al termine dell’inverno australe 2003 (si riferisce quindi all’estate 2003) al termine della mia stagione passata là a snowbordare e a sostenere l’esame di istruttore (che qui in italia non è riconosciuto, ma di questo parlerò poi…).

Non è quindi recente ma penso che possa essere comunque un buon riferimento per tutti coloro che sognano la Nuova Zelanda e hanno intenzione di andar fino a la per sciare o snowbordare. E visto che l’estate si avvicina magari siamo proprio nel periodo giusto per organizzare un bel trip dall’altro capo del mondo.

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Quante volte durante una soffocante notte d’agosto passata sfogliando qualche vecchia rivista di sno’ o appiccicati al computer alla ricerca di qualche news dai ghiacciai avete pensato nostalgici all’inverno? Ebbene, mentre la neve ricomincia a fioccare e la speranza di qualche giorno sulla neve si fa sempre piu vivida, io ho appena messo la mia tavola a riposare dopo quasi 90 giorni passati sulle Alpi Neozelandesi!! E mentre sono qui io a languire vedendo la neve sciogliersi ho tutto il tempo di raccontarvi cosa significa vivere il sogno dell’inverno australe.

La Nuova Zelanda ha delle montagne spettacolari chiamate Alpi Del Sud con picchi fino a 3700m (Aoraki/Mt Cook) e una neve che a volte e’ cosi farinosa da dare un senso al termine powder. In quanto poco abitata (solo 4 milioni di abitanti x un’estensione pari all’ Italia) potete immaginare che queste montagne sono un paradiso in termine di Wilderness e quasi totale assenza di code agli impianti. Read the rest of this entry »

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A Milano, alla Rotonda di Via Besana, tutti i giorni tranne il lunedì dal 25 Ottobre fino 10 Febbraio sono in mostra le opere, iBruno Munari progetti e le idee di Bruno Munari.
La mostra celebra il centenario dalla nascita di una delle personalità più importanti della cultura del XX secolo.
Architetto, designer, pittore, pedagogo, impossibile definire ed etichettare il talento ed il genio di Munari quindi forse la cosa più facile, visto che “ognuno conosce un Munari diverso” è riferirsi alla sua autobiografia:
Munari è…

  • Quello delle macchine inutili,
  • quello dei libri illeggibili,
  • quello delle forchette parlanti,
  • Quello del Portacenere cubico,
  • Quello delle Xerografie originali,
  • quello della grafica editoriale Einaudi
  • …..

e quello di tantissime altre cose.. Read the rest of this entry »

Ci svegliamo presto perchè la stanza è molto luminosa e stranamente nella casa c’è un grosso via vai di persone. Sentiamo in lontananza le chiamate alla preghiera dei musulmani, mischiarsi allo scampanare delle chiese cattoliche, e anche questo non concilia il sonno, ma apprezziamo comunque l’opportunità di vedere la coesistenza delle maggiori religioni monoteiste del mondo. A Sarajevo nello stesso quartiere sorgono a pochi metri di distanza una chiesa ortodossa, una chiesa cattolica, diverse moschee e una sinagoga!

Ci alziamo, facciamo la doccia e pensiamo che forse sarebbe il caso di prenderci la vacanza con calma e rimanere a Sarajevo un altra notte, in modo da poter esplorare la città in modo più approfondito, fare un escursione sulle montagne adiacenti, trovare una libreria con una benedetta guida e riposarsi un po. Francesca va a chiamare il padrone di casa, e lo sveglia, per chiedergli se possiamo prolungare la nostra permanenza ma purtroppo ci dice che ha già delle prenotazioni. Allora ci prepariamo e usciamo, dopo aver deciso che se avessimo trovato facilmente un altro posto saremmo rimasti, altrimenti saremmo partiti. Facciamo colazione comprando in un Pekara (panificio) brioche e paste sfoglie al cioccolato, ottime come sempre (3 in tutto per neanche 0,80€) e cominciamo a cercare una libreria e il tourist information.

Sarajevo

Superiamo il Ponte Latino ed entriamo nel quartiere di Bistrik, passiamo davanti al Birrificio dove si produce la famosa e localissima Sarajevsko Pivo ed entriamo nel Monastero Francescano di St. Ante. Ritorniamo nel quartiere orientale e arriviamo al Tourist Info dove però l’addetta non è particolarmente proattiva. Ci da qualche cartina, di attrazioni già visitate e qualche indicazione sui dintorni ma non molto di più, le chiediamo di una libreria e ce la indica, però.. è domenica!! Ed infatti è chiusa. Concludiamo il nostro giro di Sarajevo passando davanti alla chiesa ortodossa e alla sinagoga. Mentre ritorniamo alla macchina, rimaniamo stupiti nel vedere una comitiva di Boyscout di Milano scorrazzare in bicicletta per le vie di Sarajevo. Pochi metri dopo troviamo un piccolo e vecchio negozio di libri, aperto. Entriamo e purtroppo non hanno la nostra fidata Lonely Planet ma hanno una guida in inglese che sembra ben fatta quindi contenti la compriamo. Read the rest of this entry »

Ci alziamo abbastanza presto, riordiniamo la stanza e i nostri zaini, ci facciamo la doccia e recuperiamo i nostri abiti lavati. Salutiamo la padrona di casa e la sua anziana madre,  non spiccicano mezza parola di inglese ma sono molto gentili e calorose nel salutarci in bosniaco. Vediamo ancora al bar fuori dall’appartamento la signora del tourist information che ci da qualche indicazione sui posti da visitare nella zona. Ci spiega che l’Eco-Kamp, una specie di villaggio ecologico, a Sipovo, di cui ci ha parlato un ragazzo a Banja Luka non è ancora attivo e il paese in se non è nulla, quindi conferma il consiglio di andare sui Pliva Jezera, i laghi del fiume Pliva a vedere il posto e i suoi caratteristici mulini ad acqua. Distano solo una decina di kilometri quindi decidiamo di andarci. Prima però facciamo ancora un giro del paese, colazione a base di dolci tipici da un Pekara e visita alle famose cascate di Jaice.

jaice

Arriviamo al belvedere e il panorama è affascinante, la cittadella mediovale in cima al colle  e un salto d’acqua di circa 25 metri. Schiuma bianca e il fragore tipico delle grandi cascate. Facciamo un paio di foto, ci godiamo il panorama e il sole che finalmente sembra essere uscito e poi andiamo in auto nella periferia di Jajce dove vediamo case abitate ancora incredibilmente distrutte dalla guerra e un enorme cimitero musulmano con le sue bianchissime tombe. Read the rest of this entry »

Mostra di Victor Vasarely

gennaio 26, 2008

victor vasarelyMostra Victor Vasarely – Triennale Bovisa
Dal 04/10/07 al 27/01/08
8 € dalle 11.00 a mezzanotte.

Qual’è il ruolo dell’intellettuale e dell’artista nella società? Può l’arte portare un suo contributo per migliorare dal punto di vista etico ed estetico la vita?

A queste domande ha cercato di rispondere Victor Vasarely durante la sua vita e attraverso le sue opere.

Non conoscevo Victor Vasarely e devo dire che inizialmente i numerosi cartelloni in giro per Milano con uno dei suoi famosi quadri di optical art non mi aveva attratto più di tanto.
Su insistenza di alcuni amici e grazie al fatto che la mostra era aperta fino a tardi, abbiamo deciso di trascorrere un sabato sera lontano dal caos dei locali e abbiamo avuto l’opportunità di conoscere questo grande artista.

La mostra raccoglie 200 opere dell’artista nato nel 1906 in Ungheria e trasferitosi nel 1930 a Parigi dove è morto una decina di anni fa. Suddivisa in 9 sezioni ripercorre tutta l’evoluzione artistica e culturale di Vasarely, dall’iniziale periodo figurativo fino ai Programmes. Read the rest of this entry »

Ci svegliamo con calma, ha diluviato tutta notte ma ora il tempo sembra reggere. Scendiamo al ristorante con i nostri zaini per salutare il padrone e per andare a visitare la città di Banja Luka, la città più grande della Repubblica Srpska. Appena usciamo dal ristorante vediamo che all’esterno il cuoco sta preparando una porchetta allo spiedo, di sicuro non era quella la carne della sera prima. Fortunatamente vediamo che allo spiedo c’è anche un altro animale, un agnello, e il proprietario ci conferma essere quello il nostro pasto. Tiriamo un sospiro di sollievo e ci annotiamo il nome di questo piatto nazionale cosi misterioso: Janjetina (da Janje, appunto Agnello). Noteremo poi in tutta la Bosnia al lato della strada fuori da ogni ristorante dei grandi forni con agnelli interi infilzati a girare e arrostire.

Arrivati nel centro di Banja Luka parcheggiamo e dobbiamo trascriverci su un foglietto il nome della strada, in cirillico, in modo da poterlo mostrare a qualunque passante per ottenere informazioni e ritrovare la nostra macchina (non siamo ancora in possesso ne di cartine ne di una guida della Bosnia…).

BanjaLuka Kastel

Non abbiamo ancora fatto colazione quindi entriamo in una Pekara (panetteria) che espone un sacco di dolci e torte salate ma non riusciamo a capire cosa contengano e la commessa che non parla inglese, riesce giusto a dirci cosa è dolce e cosa non lo è. Optiamo per una specie di brioche con la marmellata di mirtilli e un dolce strano (dovrebbe chiamarsi Pita, o comunque in inglese filo-dough) fatto di un cilindro di pasta sfoglia arrotolato su se stesso a forma di spirale e ripieno di una crema marroncina. Mi aspettavo fosse nocciola o burro d’arachidi, alla fine dopo numerosi assaggi arriviamo alla conclusione che si tratti di crema di marroni. Entrambi i dolci sono ottimi e la spesa non equivale nemmeno a quella di una semplice brioche in italia. Passeggiamo per il Korzo, il viale principale, che purtroppo si assomiglia a qualunque altra via commerciale del mondo. In fondo alla via c’è una palazzina completamente distrutta e a fianco un centro commerciale abbastanza vecchio e grigio. Nel frattempo cerchiamo una libreria per acquistare una guida della Bosnia. L’unica libreria che troviamo non ne ha quindi chiediamo indicazioni per il Tourist Info. Read the rest of this entry »

Ci svegliamo alle 7 ma distrutti dal primo intenso giorno di viaggio posticipiamo la sveglia alle 8. Quindi percorriamo i 12 km che ci separano dal Parco Nazionale dei Laghi del Plitvice. Acquistiamo il biglietto di ingresso, 110 kune a testa, e facciamo colazione mentre pensiamo a quale percorso seguire per visitare il parco.

Il Plitvice (Plitvicka Jezera) consiste in un area di circa 30000 ettari, diventata parco nazionale nel 1949 e dal 1979 è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità. L’area visitabile è situata in una vallata di circa 8 km e ci sono 3 possibili tragitti da 2, 4 e 6 ore, percorribili in parte a piedi, in parte su battelli elettrici e in parte su trenini su gomma. Stabiliamo che il percorso da 4 ore sia sufficiente per visitare il parco, perchè dalla mappa vediamo che è quello che permette di vedere tutti i punti panoramici principali e sfruttare il trasporto evitando le parti più lunghe a piedi all’interno del bosco.

Plitvice National Park

Tutto il tragitto prevede sentieri semplici e ben tracciati e numerose passerelle di legno e ponticelli per attraversare i laghi e le cascate, quindi anche in questa occasione lasciamo in auto la nostra attrezzatura da trekking, la Frà parte con i sandali mentre io decido di tenermi gli infradito nello zaino e procedere a piedi nudi, per provare ad affrontare, dopo mesi di “allenamento” il mio primo vero e proprio percorso da BareFooter (di sicuro muoversi a piedi nudi su rocce e ponti di legno scivolosi si rivelerà la scelta migliore rispetto ai sandali e alle infradito di molti turisti, anche se mio malgrado tutto ciò ha scatenato lo stupore e le domande di molti visitatori, e, devo ammetterlo, un po di indolenzimento alle piante dei piedi il giorno dopo…). Read the rest of this entry »