Maus – Art Spiegelman

luglio 26, 2008

MAUS – Art Spiegelman
€ 14,50 pg 300
Einaudi 2000

Maus: in tedesco topo;
Raus!: in tedesco “Fuori!” era il comando rivolto ai deportati usato dai Kapò e dalle SS.

E’ da questo gioco di parole che nasce il titolo di questo splendido fumetto di Art Spiegelman che narra la vita del padre sopravvissuto all’Olocausto passando per Auschwitz e Dachau.
La particolarità dell’opera è che tutti i personaggi vengono rappresentati da animali: i tedeschi sono gatti, i gatti rane, i polacchi sono maiali e, ovviamente, gli ebrei sono topi.

L’idea di associare gli ebrei a topi, o ratti, non è affatto di Spiegelman ma risale proprio ai nazisti che li consideravano esseri spregevoli, che infestavano la loro società e che per questo erano da annientare. Questo è un estratto di un articolo di giornale della Pomerania in Germania a metà degli anni Trenta, proprio durante l’ascesa della follia di Hitler, che viene riportato all’inizio della seconda parte di Maus:

“Mickey Mouse è il più miserevole ideale mai esistito… I sentimenti salutari dicono ad ogni giovane indipendente e a ogni persona dignitosa che il parassita sporco e immondo, il peggiore portatore di malattie del regno animale, non può essere il tipo ideale di animale… Basta con la brutalizzazione giudaica della gente! Abbasso Mickey Mouse! Indossate la svastica!”

Gli ebrei protagonisti di questo libro meraviglioso e coinvolgente sono quindi topi, ma con pochi piccoli tratti della mano di Spiegelman riescono comunque a comunicare tutta la gioia della libertà, il dolore per la perdita dei propri cari, la frustrazione per l’abbandono da parte del loro Dio e lo sgomento per l’assurdità della guerra e della Shoah.

Il lavoro di ricostruzione della storia del padre viene affiancato al tentativo di ricostruire il proprio rapporto con lui e di comprenderne la personalità. I rapporti fra i due sono sempre stati tesi, soprattutto dopo il suicidio della madre, anch’ella superstite da Auschwitz. Egli infatti sembra il prototipo razzista dell’ebreo, spilorcio, scontroso e pedante ai limiti dell’assurdo e del ridicolo. Spesso l’autore si domanda quanto il suo comportarsi in determinati modi sia il risultato delle sofferenze inflittegli o derivino dalla sua personalità precedente alla guerra. Uno dei temi trattati nel libro comunque è anche il senso di colpa del figlio nei confronti dei genitori, della sua impossibilità a comprendere il loro passato e dell’angosciante dubbio di rischiare di sminuire la loro dolorosissima esperienza, rappresentandola e commercializzandola attraverso un fumetto.

Il fatto che sia un fumetto non deve far pensare ad una lettura da adolescente o ad una storia seria affrontata con troppa leggerezza e spensieratezza. Al contrario, vista la complessità e l’insolita lunghezza dei dialoghi, Maus si situa sul labile confine tra fumetto e romanzo, ed esso è da molti considerata un’opera “metafumettistica” in cui i risvolti letterari, filosofici e sociali sono enormi. Anche solamente il buffo linguaggio sgrammaticato del padre, testimonia lo sforzo filologico dell’autore di rappresentare la parlata degli anziani ebrei polacchi-americani.

Questa è una delle , tante, dimostrazioni che il fumetto non deve essere necessariamente considerato un genere di lettura “inferiore” bensì una forma d’arte a sè stante che racchiude “anche” i benefici della letteratura. Ovviamente dipende dal tipo di fumetto, ma in casi come questo non si può sminuire il racconto per il solo fatto di essere rappresentato in forma fumettistica. E comunque se anche considerassimo un fumetto inferiore ad un romanzo, ben vengano fumetti di questo spessore che magari riescono avvicinare i ragazzi e, i molti adulti che non leggono, a temi e storie cosi profonde e toccanti. Nella speranza che certe cose non vengano dimenticate ma che nemmeno vengano considerati eventi nefasti del passato che nel nostro mondo occidentale e civilizzato non potrebbero più accadere, e anzi che magari ci possa aiutare a riconoscere in anticipo i segnali di allarme della follia e del sonno della ragione.


Per chi volesse approfondire ulteriormente le tematiche e le peculiarità di Maus segnalo uno splendido articolo su UbcFumetti.

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