Il biologico fa male alla salute

maggio 31, 2008

Che “Il Giornale” non fosse un vero “giornale” ma uno spudorato e squallido organo di disinformazione e propaganda “di famiglia”, l’avevo capito tempo fa, quando la mia cara nonna, craxiana e berlusconiana sfegatata, in seguito alla dichiarazione del direttore del Corriere della Sera di non votare per Berlusconi, aveva deciso di disdire l’abbonamento per passare appunto al Giornale. Spesso mi era capitato, andandola a trovare, di sfogliare il quotidiano e leggere assurdità di ogni tipo, slogan demagogici, mistifiicazioni di ogni tipo e altre amenità. Questa volta però non si parla di politica o di sicurezza, ma di cibo biologico e Franco Battaglia ha dato il meglio di sè in un accozzaglia di falsità e sillogismi incredibili, che ho scoperto grazie ai ragazzi/e del meetup di Per il Bene Comune, e che riporto qui sotto, insieme ad alcune considerazioni che sono emerse nel relativo forum.

Un caro e affezionato amico, mi ha recentemente sorpreso, data la sua non più giovane età, con una affettuosa lettera ove mi esprimeva il proprio «senso di disagio procurato dal mondo circostante, una specie di crisi personale sulla quale incidono, innanzitutto, i rapporti professionali». Chimico di professione, si lamenta egli di essere all’antica, perché insisterebbe a voler offrire la propria consulenza – che, data l’esperienza accumulata, sarebbe preziosissima – «per il meglio, cioè senza frodare». Non si capirebbe perché «per il meglio» e «senza frodare» dovrebbe essere «all’antica» finché non chiarisce che «frodare» significa, oggi, una cosa diversa che una volta.
Il verbo «frodare» – mi scrive – non va considerato, oggi, nel senso di aliud pro alio (come succedeva una volta). Tipo, per intenderci, il pacco ben confezionato con le illustrazioni di una magnifica radio ma con, dentro, un mattone: come non provare simpatia per chi te l’ha rifilato? Oggi la frode è concettuale, esaltativa di ciò che non c’è – e non può esserci. Essa consiste nell’inventare panacee, ora energetichea (vedi pannelli fotovoltaici), ora salutistiche (vedi prodotti omeopatici), ora nutrizionali (vedi cibi biologici), approfittando di tutti i mezzi che le norme – specie quelle comunitarie – consentono tra le pieghe delle loro astruserie e che, in forza della legge, inventano un valore aggiunto a prodotti che non valgono niente. Rimanendo in metafora, le frodi moderne ti vendono apertamente un mattone convincendoti che è una radio, facendosi aiutare, in ciò, da multimiliardarie campagne rese possibili dalla moderna era dell’informazione. La quale, accanto agli innegabili pregi, pone all’umanità una formidabile sfida: poter distinguere la realtà dalla fantasia, la verità dalla propaganda.
L’amministrazione della mia città, Modena, è modernissima e all’avanguardia. In nome di un comportamento autodefinito «virtuoso» – e senza naturalmente astenersi dal lamentarsi pubblicamente che Berlusconi abbia cancellato l’Ici per la casa d’abitazione – sta sperperando ingenti somme di denaro pubblico nelle moderne (nell’accezione data dal mio amico) frodi. Tra cui mi piace citare i pannelli fotovoltaici, la raccolta dei rifiuti porta-a-porta e la distribuzione di cibi biologici ai bambini delle scuole comunali.
La questione dei cibi biologici è particolarmente pressante perché essi sono addirittura potenzialmente dannosi e andrebbero vietati, soprattutto ai bambini.
La ragione è semplice. L’agricoltura biologica, per definizione, non fa uso di fertilizzanti, fitofarmaci e pesticidi di sintesi. Senonché, il concime animale è quello più ricco di dannosi batteri; e senza fitofarmaci e pesticidi appropriati, oltre al danno economico della riduzione del raccolto, si ha quello sanitario dovuto al fatto che ogni vegetale si fabbrica da sé le proprie difese naturali, che consistono di sostanze spesso tossiche a chi intenderebbe di quel vegetale cibarsi (basti pensare alle mandorle, che per difendersi dai roditori producono cianuri). Il vegetale biologico, poi, non protetto dall’uomo, produce maggiori quantità di naturali tossine, che sono difese per esso e tossiche per noi. È stato accertato che, rispetto a chi usa cibo tradizionale, chi si nutre di cibo biologico è più esposto agli attacchi non solo del batterio della Salmonella, ma anche, fino a 8 volte più esposto, di un pericoloso ceppo del batterio Escheria coli. Ciò che gli amministratori dei Comuni che, come quello di Modena, hanno deliberato di nutrire i bambini con cibo biologico si rifiutano di comprendere è che la selezione che deve operare l’uomo sulle piante che servono per il proprio nutrimento, deve necessariamente procedere in direzione opposta alla selezione naturale.

Ma – direte voi – come facevano gli antichi? La risposta è semplice: morivano giovani. Affinché siano «naturale» l’agricoltura e «solare» l’energia del mondo, 6 miliardi dei suoi abitanti devono morire. Tale Maurizio Pallante, laureato in lettere e ciò non di meno consulente per l’energia del passato governo, chiama, questa, decrescita felice. Immagino che la felicità sia nel riuscire a non essere tra quei 6 miliardi.

Ora, non voglio stare a disquisire nello specifico sulla questione del Cibo Biologico, che ha assunto negli ultimi anni una fortissima connotazione trendy e commerciale e che, anche a causa di questo, ma in parte anche a causa delle metodiche produttive che lo contraddistinguono, si presta facilmente, se poco controllato e/o gestito da persone senza scrupoli o attratte da facili profitti, a frodi (non concettuali ma concrete) o a rischi per la salute dei consumatori.

Quello che mi interessa è porre l’attenzione sui “concetti” portati avanti dal Battaglia.

Innanzitutto mi sembra proprio che la caratteristica di inventare panacee o proprietà inesistenti a prodotti che non valgono niente, più che del biologico è propria del mercato capitalistico. Dai cotton fioc alle auto, dai detersivi alle suonerie del cellulare, il valore di tutto cio che ci viene venduto trascende dalle reali caratteristiche tecniche o di utilità ma è determinato principalmente dalle capacità ad esso, ad arte, attribuite, di soddisfare bisogni che sono stati precedentemente indotti in noi, tramite, qui davvero, campagne multimiliardarie.

In secondo luogo, l’ironia sul comportamento autodefinito “virtuoso” della città di Modena, colpevole di sperperare soldi in politiche sociali e ambientali di tutto rispetto come i pannelli fotovoltaici, la raccolta rifiuti porta a porta e l’introduzione del biologico delle mense. Chissà se l’amministrazione comunale si sarà macchiata anche del crimine di estensione e tutela delle piste ciclabili. Probabilmente il giornalista preferirebbe che i soldi venissero spesi in frodi e truffe ai danni dei cittadini molto più concrete e redditizie come la costruzione di immensi parcheggi sotterranei, per calamitare ancora più auto e racimolare un po di soldi, la costruzione di inutili e pericolosi inceneritori, ops scusate, termovalorizzatori, in cui bruciare rifiuti indifferenziati che arrivano da altri comuni (e ancora racimolare un po di quattrini) oppure costruire giganteschi grattacieli con abitazioni di lusso in barba all’edilizia sociale o convenzionata.

Non parliamo poi della contrapposizione tra Biologico e Tradizionale… Da quando le colture intensive, di massa, industriali sono considerate Tradizionali? Certo, certo, qui si rischia di scivolare nella pedanteria ma quando si scrive su un giornale penso che non si debbano commettere certi scivoloni etimologici. E poi la Tradizione, le Radici, l’attaccamento alle proprie origini e alla propria storia, tanto care alla destra reazionaria che fine hanno fatto. Centinaia di anni di agricoltura tradizionale e biologica, portata avanti da cittadini radicati nel proprio territorio, sono stati spazzati via dai profitti delle colture intensive e straniere.

Infine arriviamo alla messa alla berlina di “tale” Maurizio Pallante e della “sua” decrescita felice. Se è vero che lui ha fondato in Italia, il movimento della decrescita felice, è necessario far presente che di decrescita si parla da anni, anche se qui in Italia nemmeno un programma come Report ha il coraggio di nominarla.

Non starò qui ora a parlare di cos’è la Decrescita, ma sono rimasto allibito nel vedere con quale pochezza Battaglia liquidi il movimento e Pallante stesso per il fatto che essendo laureato in lettere è stato consulente per l’energia del passato governo Prodi. Beh di certo non c’è paragone rispetto all’eminente curriculum scolastico e professionale dell’attuale ministra (ministra, non consulente!) delle Pari Opportunità del Governo Berlusconi, Mara Carfagna ( dove compaiono la partecipazione a Miss Italia, alla trasmissione La domenica del Villaggio con Mengacci e un immancabile calendario sexy…)

Riguardo al fatto che la felicità della decrescita di Pallante stia nello sperare di non essere tra i sei miliardi destinati a morire, non penso ci sia nemmeno da commentare …

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7 Risposte to “Il biologico fa male alla salute”

  1. luigi Says:

    1) la vita media dei nostri antenati era di…?
    perchè.
    2) giusto per estremizzare. In Giappone sapete quanti pesticidi si usano? Sapete di quanto è
    la vita media?
    3)Una giovane laureanda( no “vecchia” come il Battaglia) ha dimostrato con la sua tesi di laurea, che il terreno biologico è più inquinato del terreno ove viene praticata l’agricoltura integrata.(laureata con 110 e lode).

    Attendo una vostra risposta.

  2. equilibrismi Says:

    scusa ma non capisco il senso del primo punto. e del secondo spero di aver frainteso il nesso che esponi.. un elevato uso di pesticidi in giappone permetterebbe ugualmente (o magari è proprio il motivo? ) una vita media molto lunga?

    Riguardo al terzo punto, in altri forum è stata presentata la stessa obiezione ma sono sbagliati i presupposti. Può darsi che i terreni biologici siano più inquinati di quelli normalmente coltivati, ma questo non rende il biologico nocivo o sbagliato. Non sono sbagliate le tecniche di coltivazione o i fondamenti della cultura bio, sono sbagliato il meccanismo di concessione del titolo bio e quello di controllo del mercato…

  3. Annalaura Says:

    Il terreno, inteso come parte superficiale della crosta terrestre, è formato da particelle solide, acqua e aria nonchè da miliardi di esserei viventi quali batteri, funghi,alghe, attinomiceti, protozoi, acari, nematodi, piccoli invertebrati e lombrichi etc. Il terreno è quindi abitato e per tal motivo lo possiamo paragonare ad un microcosmo spesso disturbato dall’opera dell’uomo, macchine, attrezzi ed altro. In agricoltura biologica si tende a mantenere e /o ripristinare la fertilità del terreno cercando, per quanto possibile, di non alterare questo equilibrio naturale in quanto tutte le componenti del terreno sono collegate tra loro per formare la cosidetta struttura che per capire meglio, rappresenta ” l’architettura” di questo microcosmo. Il terreno, quindi, non è un mero substrato dove versare, spruzzare e immettere cioò che vogliamo o semplicemente ciò che una o piu’ colture asportano. Non ho avuto il piacere di leggere la tesi della dott.ssa in questione, ma piu di tutto mi interesserebbero le sue coclusioni in merito ad una agricoltura sostenibile…per tutti. Vi saluto, Anna, un’agronoma.

  4. equilibrismi Says:

    non sono un agronomo, ne tantomeno un esperto di sviluppo sostenibile. semplicemente mi interesso da anni all’argomento della sostenibilità e della decrescita.

    brevemente le mie conclusioni sono che come dice lei “nell’agricoltura biologica si cerca di non alterare l’equilibrio naturale” quindi deve essere preferibile rispetto a quella intensiva, industriale e a base di pesticidi che creano danni irreparabili e maggiori a noi e all’ambiente.

    Credo che i rischi di batteri e simili derivanti dall’agricoltura senza pesticidi possa essere ridotto o escluso con semplici accortezze e buon senso (leggi, lavaggio accurato con bicarbonato o al max amuchina – a cui deve seguire altrettanto accurato risciaquo).
    Per quanto riguarda la minore produzione dovuta a l mancato uso di pesticidi, non lo vedo un grosso problema. E’ risaputo che in occidente siamo in regime di sovra-alimentazione e che migliaia di tonnellate di derrate alimentari vengono distrutte ogni anno per sovrapproduzione. Proprio quest’ultima considerazione ci fa capire che non è affatto vero che si tratta di scegliere fra morire di fame, o lasciare morire i popoli del sud del mondo, e accettare di buon grado l’agricoltura intensiva. Se ritornassimo ad un consumo equo ed equilibrato delle risorse e ad una alimentazione piu naturale, stagionale e locale non ci sarebbero problemi di denutrizione, obesità ed inquinamento. Certo è un piacere avere le fragole a dicembre o i peperoni tutto l’anno, ma è assurdo che in un paese produttore di mele come l’italia, al supermercato si trovino mele che arrivano dalla nuova zelanda o dalla cina…
    come in molti altri casi, è il commercio a farla da padrone e ad annientare qualunque considerazione scaturita dal semplice buon senso.
    Sarà una opinione semplicistica e banale, ma credo proprio che nel nostro mondo occidentale, tendiamo sempre a complicare le cose e nascondendiamo dietro alla presunta complessità dei problemi la nostra scarsa volontà a risolverli.

  5. pe Says:

    Una cosa è discutere il cibo bilologico perche costa tanto magari prendedosela con le cause un’altra è dire attraverso l’assunto delirante dell’articolo che tutto ciò non e’ chimico fa male, stabilendo che siccome il mondo e’ inquinato allora per difenderci dalla merda ne dobbiamo mangiare ancor di più; invece di puntare il dito contro le cause che producono la merda i fascisti del giornale se la prendono contro cio che c’e’ di naturale e che al contrario andrebbe fomentato per modificare semmai le cause dell’inquinamento non certo cio che ancora gli resiste e verso cui andrebbe invertita la direzione e la gestione delle cose. Coerentemente con questo assunto l’articolo infatti spara merda pure contro la raccolta dei rifiuti porta a porta: certo meglio gli inceneritori se no poi come si fa a difendersi da ciò che ci fa venire il cancro, della serie W chernobyl e il nucleare cosi si crea la selezione degli uomini dentro quella catastrofe naturale chiamata progresso che si sta finendo di prosciugare la terra insieme agli uomini stessi, catastrofe ecologica e sociale che ha come unica cusa il capitalismo e che è pianoficata dalle organizzqazioni monopolistiche che decidono per interesse cosa e come si deve produrre sopra la pelle della gente tanto poi c’è la selezione naturale dell’uomo nuovo! Delirio e paradosso vanno a nozze.. nella miseria intellettuale che opera per bocca dei servi rosiconi.. andare a sparare merda contro il comune di Modena proprio perchè cerca di nn omologarsi alla merda.. si pretende di fargli i conti senza dire però quanto sono costate e costano in termini di salute e soldi le merdate inutili e meramente speculatrici che decide il loro padrone duce x i cittadini italiani, (inceneritori, TAV, inutili cattedrali nell deserto come il ponte e tanto altro ancora) niente di nuovo e nessun pensiero che nn poggi sul cinismo e gli interessi dei fascisti

    • Anonimo Says:

      Hai parlato di Chernobyl, devo ricordarti che è stata colpa dei comunisti.In URSS la natura è stata distrutta dai comunisti, dobbiamo parlare della Cina…Fammi un solo esempio positivo dei comunisti, con questo non voglio certo difendere i fascisti.
      CAPITO.

  6. Anonimo Says:

    Battaglia fa riferimento agli studi di Bruce Ames, che ha analizzato una quarantina (sono molte di più) di sostanze (anticorpi difensivi naturali) prodotte dalle piante attaccate da malattie, scoprendo che erano cancerogene, teratogene, mutagene, ecc ecc.
    Egli sosteneva che era meglio un frutto sano da pianta sana con un residuo di sostanza chimica supercontrollata e approvata, piuttosto che elevate quantità di queste sostanze sconosciute in frutti bio malconci.
    Poi fa riferimento alle muffe (molto più spesso presenti su prodotti bio, indifesi) che sono responsabili della presenza di micotossine e aflatossine (il grano bio e quindi il pane bio sono bombe di queste tossine). E’ la ragione per cui i prodotti ogm sono molto più sani, e la carne di bestiame nutrito ogm è più sana.
    Tutto vero e provato.
    Il fatto è che i nostri politici seguono tutte le mode del momento, senza ragionare nè approfondire, e senza provare mai a modificare le credenze popolari, nemmeno le più stupide. Ciò che interessa loro è seguirle per avere i voti che serviranno a tornare sulla sedia.
    Il problema è che lo fanno approvando sovvenzioni, aiuti e premi con i nostri soldi e sulla nostra pelle.


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