Il fasciocomunista – Antonio Pennacchi

aprile 12, 2008

Il fasciocomunista – Vita scriteriata di Accio Benassi
Antonio Pennacchi

Ed. Mondadori 2003
Pg 390  € 9

Del protagonista di questo romanzo, da cui è stato tratto il film “Mio Fratello è figlio unico” uscito l’anno scorso, non si saprà mai il vero nome. In tutto il libro e per tutta la sua vita è sempre stato Accio, un nomignolo spregiativo che racchiude in sè tutta la carenza di affetto che caratterizza i suoi rapporti famigliari.
Dopo l’infanzia in seminario per far piacere al padre e per imitazione del fratello maggiore Manrico, arriva la crisi spirituale e il ritorno  a Latina,  con l’iscrizione al MSI.
I contrasti con i genitori, una madre distaccata ed autoritaria e un padre assente, operaio e religiosissimo, sono sempre più marcati e Accio sfoga la sua rabbia per strada con una frenetica attività politica, l’attacchinaggio dei manifesti e i pestaggi con i comunisti.
Col tempo però Accio si accorge che il fascismo per il quale combatte ben poco si interessa al destino delle masse e per questo viene allontanato dal partito. Scopre così, anche grazie ad alcuni incontri inaspettati e al coinvolgimento del fratello maggiore, che nel frattempo è diventato uno dei leader della rivolta studentesca di sinistra, che molti dei suoi ideali sono portati avanti anche dai tanto odiati nemici comunisti. Dopo qualche titubanza salta perciò il fossato ideologico e si ritrova a volantinare davanti alle fabbriche e a manifestare contro i suoi ex camerati. Ambientato negli anni Sessanta tra Latina, la città natale di Accio, Roma, nella quale trova maggiore fervore politico e Milano dove ricerca l’amore, questo romanzo di Pennacchi è assolutamente divertente e avvincente. Innanzitutto lo stile narrativo: diretto e sgrammaticato, sporco, secco, a tratti malinconico, con venature dialettali e un costante ed esilarante uso dell’espressione “Dice: …”  con la quale Accio si interroga e si risponde da solo su molti degli avvenimenti in cui suo malgrado incappa o si rende protagonista; un fiume in piena di personaggi e situazioni assurde, risse, riflessioni, sogni e delusioni. Molte inventate e romanzate, moltissimi autobiografiche e altrettante realmente accadute come gli scontri di Valle Giulia durante i quali prima dell’intervento delle squadracce di Almirante e Michelini intervenissero, giovani estremisti di destra e di sinistra si sono, fianco a fianco,  scontrati con la polizia durante l’occupazione della Sapienza. Nel romanzo trova spazio anche un incontro e una accesa discussione, di Accio con Pasolini che inspirerà quest’ultimo a scrivere a proposito dei “fascisti rossi”. (se l’incontro, a meno che non sia autobiografico, è ovviamente inventato, assolutamente reale è la posizione assunta da Pasolini sui giornali e nei sui scritti proprio dopo i suddetti scontri.
Insomma, un romanzo splendido ed interessante perchè oltre a riportare l’attenzione sullo spirito di quegli anni difficili riesce a coinvolgere attraverso un personaggio meraviglioso, romantico e volgare, sognatore ma che non si tira indietro quando c’è da menar le mani, e idealista, ribelle e anticonformista ma che in fondo sente il bisogno di fare parte e di lottare per istituzioni totalitarie,  la Chiesa prima, l’MSI poi e infine il Comunismo.

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