La felicità domestica – Lev Tolstoj

aprile 6, 2008

La felicità domestica – Lev Tolstoj
€ 8,40 Pg 103
Oscar Classici Mondadori 2008

Qualche settimana fa ho avuto modo di vedere “Into the wild” di Sean Penn, uno splendido film che narra la storia (vera) di un moderno e sfortunato Thoreau che decide di abbandonare famiglia e società civile per viaggiare per l’america e avventurarsi in Alaska.

Dopo la visione del film ho cercato in diverse librerie il libro di John Krakauer “Nelle terre estreme” da cui il film è tratto. Il libro è uscito nel 1997 edito dalla Rizzoli e successivamente è stato ristampato in edizione superpocket al prezzo di 7.900 lire. Ovviamente con l’uscita del film nel 2008 delle vecchie edizioni non c’è più traccia e l’unica versione è quella appunto legata al film edita da Corbaccio con copertina rigida e al costo di 16,60€…
Ho deciso quindi di passare ad un altro libro che viene citato nelle riflessioni del protagonista: “La felicità familiare” di Lev Tolstoj.
“Ho vissuto molto e mi sembra di aver trovato quel che occorre per la felicità. Una vita quieta, appartata, nel nostro angolo in campagna, (…), il lavoro, il riposo, la natura, i libri, la musica e l’amore per il prossimo. (…). E al culmine di tutto ciò un’amica come voi, forse una famiglia (…)”.

Questa la frase citata nel film che non poteva che colpirmi e attirarmi a leggerne il libro. Di Tolstoj però non conoscevo nulla, se non i titoli delle sue mastodontiche opere quindi ho cercato un po in internet e sono rimasto stupito nello scoprire un autore completamente diverso da come me lo immaginavo. La sua crisi spirituale e lo studio dei testi sacri, le critiche all’ipocrisia della Chiesa e alle ingiustizie perpetrate dai governanti, l’abolizione della proprietà privata e le influenze della disobbedienza civile di Thoreau, le sue riflessioni sul vegetarianismo e la corrispondenza con GandhiTutte queste premesse mi hanno spinto a preferire il suo libro alla nuova versione commerciale del libro di Krakauer.

Purtroppo devo dire che nonostante queste premesse il libro mi ha lasciato un po deluso, se non altro perchè mi aspettavo un bel racconto romantico e filosofico sulla semplice vita familiare mentre in realtà è tutto il contrario! E’ un romanzo brevissimo che descrive il processo di innamoramento di una ragazzina per il suo tutore di diversi anni più grande di lei, il loro matrimonio, l’iniziale travolgente sentimento e poi il lento decadere della passione in rassegnato affetto. Il libro come si puo immaginare non è proprio scorrevolissimo ma superate le prima metà quando lentamente si svela il dramma familiare di noia, abitudine e lento distacco, la storia si fa più intensa e appassionata.
Non so se mi avvicinerò mai alle opere maggiori di Tolstoj però di sicuro cercherò altri sui scritti riguardo la religione, la politica e il vegetarianismo (la frase “Se i macelli avessero le pareti di vetro saremmo tutti vegetariani, almeno stando a wikiquote, è sua).
Un’ultima curiosità, sempre su wikiquote ho scoperto che la frase “Il segreto della felicità non è di far sempre ciò che si vuole, ma di voler sempre ciò che si fa.” pronunciata dal protagonista del libro “Il mio posto nel mondo” di Fabio Volo e che mi aveva molto colpito e affascinato, è proprio di Tolstoj.

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5 Risposte to “La felicità domestica – Lev Tolstoj”


  1. […] necessari, ma è proprio qui il punto che molti non hanno compreso. Lui, ispirato ed influenzato da Tolstoj, Thoreau, London, non voleva sfidare la natura, ma vivere pienamente secondo le sue regole, […]

  2. fabrizia sala Says:

    suggerisco di leggere Confessioni di Tolstoj

    vale più di un trattato sociologico o di una vasta opera letteraria…..

    Per tutti noi uomini in cammino rappresenta una sosta, dove l’incertezza e lo scoramento lasciano posto alla speranza…

  3. Vittoria Manilla Says:

    Se posso, legga Anna Karenina, mi ha cambiata e visto che ci ha colpite la stessa frase, consiglio questo libro. Non si lasci spaventare dalle dimensioni!

  4. Claire Says:

    ah, vabbuò, se la tua misura di riferimento è fabio volo… anch’io ti sconsiglio di continuare a leggere Lev.


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