poesia dorsale - regime
Regime / La democrazia del grande fratello /
Grande città violenta / cane mangia cane /
Gli indifferenti /
No! / immaginiamo / una nuova narrazione del mondo / la città della gioia /
Educare alla libertà / sobrietà / Coscienza globale / Vivere semplice /
Perchè limitarsi a sognare? /
Ci salveranno gli ingenui
poesia dorsale - noi ragazzi
Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino /
Gli indifferenti / costretti a sanguinare /
Cavie / Ribelli /
Siamo spiacenti di  /giocare per forza / il giuoco delle perle di vetro
homo videns coverHomo videns – Giovanni Sartori

€ 7,50 pg. 166
Editore Laterza 2007

Televisione e post-pensiero è il sottotitolo di questo interessantissimo libro di Giovanni Sartori, uno dei massimi esperti di politologia internazionale.
L’edizione che ho appena finito di leggere è dell’anno scorso ma in realtà il libro è stato pubblicato nel 1997 e ristampato nel 1999. Da allora non ha avuto nessuna modifica o integrazione e siccome una decina di anni rappresentano un lasso di tempo abissale nel campo dei media, il libro risente un pò di questa scarsa attualità. Non tanto per le teorie presentate ma più che altro per alcuni esempi riportati e soprattutto per alcune previsioni che si sono ampiamente avverate (purtroppo).
Sartori in questo libro sostiene che l’avvento della televisione abbia portato un vero e proprio mutamento nel modo di pensare dell’essere umano, trasformandolo da Homo Sapiens in Homo videns.
L’apparato cognitivo dell’uomo, è, o era fino a qualche decennio fa, basato sul linguaggio e sulla capacità di astrazione e quindi il nostro concepire, conoscere e comunicare il mondo, sia esso esteriore, interiore o immaginato, avveniva attraverso concetti e quindi attraverso la parola.

La televisione con il suo primato dell’immagine ha spostato la natura stessa della comunicazione dal contesto della parola a quello dell’immagine e di conseguenza (in)formando milioni di telespettatori fin dalla tenera età, li diseduca nella loro capacità di astrazione. La parola è simbolo quindi necessita di spiegazioni, interpretazioni, contestualizzazioni, invece l’immagine è tale. Certo, può essere interpretata ma questo processo non è necessario ed indispensabile alla visione della stessa. Nell’era dell’immagine la parola, il racconto, le spiegazioni esistono solo come contorno, come voce fuori campo, in funzione dell’immagine. E se è vero che una immagine vale più di mille parole è altrettanto vero che mille immagini non danno un concetto. Read the rest of this entry »

poesia dorsale - io non compro
No! /
 Io non compro la polvere dei sogni, i fiori del male, ectasy /
L’uso dei piaceri / illusioni /
Se questo è un uomo la nevrosi si può vincere /
L’amore è tutto.

esco - poesia dorsale

Esco a fare due passi/
camminando/ sulla strada/ a caccia dell’ultimo uomo selvaggio/
il mondo in gioco/
io non ho paura.
poesia dorsale - gravidanza
Quella volta che in viaggio/esercizi d’amore/ da cosa nasce cosa
papà
sarò mamma / la nausea / il bambino nascosto
nati per vincere
la felicità domestica

Per quanto sono anni ormai che leggo/studio/mi interesso/cerco di diffondere un nuovo modello di vita meno incentrato sull’economia (leggi completamente dipendente) e quindi in cui il ben-essere non sia confuso con il tanto-avere, ieri sera sono rimasto piacevolmente colpito di vedere in tv un servizio in cui il PIL è stato messo in discussione.
Ovviamente l’unica trasmissione in grado di compiere un atto tanto provocatorio poteva essere solamente Report. Se ve la siete persa sul loro sito potete leggere l’intera trascrizione della puntata dove vengono intervistati diversi studiosi, economisti ed imprenditori che hanno avuto il coraggio di dubitare dell’efficacia del Pil come indicatore di benessere sociale e che hanno sviluppato sia nuovi indicatori di calcolo che nuovi meccanismi/comportamenti virtuosi in grado di ridurre l’impatto della nostra economia sull’ambiente.

Tra questi Maurizio Pallante e Roberto Lorusso, il primo autore di La Decrescita felice – La qualità della vita non dipende dal pil, il secondo autore insieme a Nello De Padova di DePILiamoci. Liberarsi del PIL superfluo e vivere felici, due ottimi libricini, che ben lontani dalle astrusità del linguaggio accademico degli economisti, risultano illuminanti nella loro semplicità.

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Dialoghi - Poesia Dorsale
Dialoghi/
un indovino mi disse/Dio non è grande/
bla bla bla/
Dice lo Zen/divieni cio che sei/
Fuffa/
il mondo deve sapere/
avere o essere?/la scelta difficile

Poesia Dorsale

marzo 16, 2008

Ci sono idee o cose che a volte mi lasciano come folgorato, che mi appassionano e diventano la mia ossessione per giorni interi. Possono essere giochi di parole letti su qualche rivista, pubblicità particolarmente ben riuscite o opere d’arte. Mi affascinano soprattutto l’inventiva e la capacità dell’uomo di trovare sempre delle nuove forme di espressione personali ed innovative o di associare concetti in modo divertente, arguto ed originale.
E’ il caso della “poesia dorsale“, un’idea che nella sua semplicità, racchiude passione per i libri, sensibilità poetica, acume letterario, spirito ludico e impatto visivo.

poesia dorsale

L’idea è venuta al giovane graphic designer Silvano Belloni, osservando delle pile di libri accatastati alla rinfusa, e poi sviluppata insieme ad Antonella Ottolina, giornalista e Chiara Corio photo editor. Si tratta di comporre delle brevi poesie utilizzando i dorsi dei libri. Il contenuto del libro non è importante, anzi è assolutamente irrilevante, quello che serve è una manciata di titoli, i più disparati, da assemblare insieme in un questo brainstorming da scaffale. Trovati i titoli giusti, i libri vengono impilati e fotografati immortalando la poesia con tutta l’eterogeneità del dorso dei libri, con i loro colori, spessori e caratteri differenti. Read the rest of this entry »

la scelta difficile coverLa scelta difficile – Come salvarsi dal progresso senza essere reazionari
Besset Jean-Paul
Pg 313 € 17,00
Ed. Dedalo 2007

“Il vero carattere dell’umanità è di avere l’avvenire in prospettiva” sosteneva Fichte la propensione dell’uomo a superarsi e a migliorare sia materialmente che spiritualmente sembra strettamente connaturata alla natura dell’uomo. La sua tensione verso il superamento svolge un ruolo essenziale nel contrastare la sua angoscia esistenziale.
Questo particolare atteggiamento ha permesso all’uomo di lasciarsi alle spalle l’età della pietra e di arrivare alla civiltà moderna, ha permesso a discipline umanistiche e scientifiche di fiorire e di raggiungere risultati straordinari, ha permesso di superare l’oscurantismo religioso e ottenere risposte a molte domande che riguardano la nostra origine e la nostra esistenza. Allo stesso tempo tutto ciò ha portato a concepire il progresso come una strada a senso unico che non può far altro che condurre al meglio. Nella nostra mente tutto ciò che avverrà “domani” sarà, dovrà essere, per forza di cose migliore di quanto avviene “oggi” che a sua volta è migliore di quanto è avvenuto “ieri”. Qualunque cosa, sia esso un prodotto di consumo o una innovazione tecnologica in quanto successiva porta con sè un miglioramento intrinseco e dato per scontato.
Osservando però il mondo cosi com’è nella nostra epoca a molti sorgono dei dubbi: catastrofi naturali, carestie, stress, inquinamento, disoccupazione, terrorismo, miseria e scomparsa della biodiversità. Di fronte alla contraddizione che il progresso ci stia in realtà portando verso l’autodistruzione in molti si rifugiano nelle ideologie reazionarie. Alla fede cieca nel progresso si contrappone quindi la nostalgia per i “bei tempi andati”.
Questo comportamento, pericoloso dal punto di vista delle politiche sociali globali e controproducente per un vero sviluppo umano non è altro che un atteggiamento di fuga da delle problematiche esistenti. Volendoci rifugiare nel passato non accettiamo di confrontarci con i problemi che il presente ci pone davanti. Read the rest of this entry »