Pollicino nel bosco dei media – Vincenzo Varagona

gennaio 11, 2008

Pollicino nel bosco dei media coverPollicino nel bosco dei media – Come educare i bambini a un uso corretto dei mezzi di comunicazione
Vincenzo Varagona
Pg 200 € 11,00
Ed. Paoline 2007

Ho comprato d’istinto questo libro perchè da tempo, per lavoro e per passione mi interesso di media e all’educazione.
Non mi ero però accorto che era edito dalle Edizioni Paoline, “la casa editrice multimediale al servizio del Vangelo”  e che l’autore è collaboratore di Avvenire e presidente dell’unione stampa cattolica italiana.

Non che questo sia un male, anzi, semplicemente è probabile che forse l’avrei un pò snobbato. Ma alla fine l’avrei comprato e letto ugualmente poichè trovo molto utile al confronto e al conseguimento di una visione globale di un problema l’approfondire ogni argomento sentendo le più svariate “campane”.
Ovviamente l’autore è esperto e competente conoscitore dei media, e infatti il libro è completo ed interessante anche se però pecca un pò di semplicità. Forse proprio in quanto strumento per adulti distanti dal mondo della tecnologia si dilunga troppo su basilari spiegazioni dei moderni strumenti a nostra disposizione (cellulari, playstation, chat ecc).

Se la prima parte è quindi tutta incentrata sulla descrizione dettagliata di fatti e statistiche dei media moderni, la seconda parte invece consiste esclusivamente in resoconti e interviste a personaggi che operano nel mondo dei giovani, dei media e delle parrocchie!! come ad esempio il Centro Zaffiria di Bellaria Igea Marina, il MED di Roma, Don Server e Padre Net e tanti altri. Comunque nonostante su alcune posizioni non mi sia trovato particolarmente d’accordo e alcune cose mi abbiano anchefatto sorridere, non si può proprio dire che sia un libro “bigotto” e superficiale.

In effetti mi ha stupito vedere come anche l’ambito parrocchiale possa essere comunque all’avanguardia e come sia impegnato a far sì che i giovani e gli adulti riescano a trovare il giusto equilibrio nell’utilizzo dei mezzi di comunicazione di cui disponiamo.
Essi infatti sono e devono rimanere strumenti  e in quanto tali essi sono neutri, solamente il modo in cui li utilizziamo (e i contenuti che veicolano) possono fare la differenza tra bene e male.
L’immensa espansione dei mass media, afferma Papa Benedetto XVI, da una parte moltiplica le informazioni, dall’altra indebolisce le nostre capacità di sintesi critica. Quindi lo scopo del libro e dell’operato dei numerosi soggetti coinvolti, riguarda la possibilità di organizzare dei progetti educativi che non siano di emergenza ma di prevenzione. E con prevenzione non si intende fare in modo che i giovani e gli adulti non vengano ammaliati dalle nuove tecnologie bensì fare in modo di fornire le competenze necessarie a usarle, capirle, apprezzarle e criticarle.
La media education di cui si parla quindi non è pura formazione “professionale” ma un vero e proprio progetto educativo in cui rientra l’alfabetizzazione alle nuove tecnologie, lo sviluppo dell’autonomia critica e la cittadinanza. Solo sapendo cosa c’è dietro e come funzionano, solo sapendo qual’è l’obiettivo di chi gestisce le nuove tecnologie e i mezzi di informazione, solo avendo un bagaglio culturale sufficiente per apprezzarne e giudicarne i contenuti, saremo in grado di cogliere tutte le opportunità che i media ci possono offrire e potremo richiedere e ottenere maggiori qualità e tutele.

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