Trattato di Ateologia – Michel Onfray

dicembre 9, 2007

trattato di ateologiaTrattato di ateologia – Ofray Michel
€ 9,00 Pg 219
Fazi Editore Collana Le terre 2006

Dio non è morto, nè moribondo. Una finzione non muore, un’illusione non trapassa mai, un racconto per bambini non si confuta.

Con queste parole Michel Onfray introduce il suo libro in cui si propone di definire un nuovo ateismo che non esista solo in quanto contrapposizione e negazione alla religione: Un ateismo ateo, definizione tautologica che sta a sottolineare il superamento del’ateismo cristiano, definizione essa stessa contraddittoria ma che trova la sua ragione nella pratica comune di coloro che negano Dio ma sostengono i valori cristiani, che respingono la trascendenza ma vedono come unica strada la rilettura laica del contenuto dei libri sacri.

Mentre ricostruisce la nascita delle tre dottrine monoteiste ne decostruisce impietosamente le ideologie, mostrando incongruenze, menzogne e assurdità di ogni tipo. Niente e nessuno si salva, Ebraismo, Cristianesimo e Islam vengono ugual modo attaccate e messe a nudo dall’occhio critico e dalla mente lucidissima e preparata di Onfray.

Forse l’Islam riceve qualche sberleffo in più ma ciò è determinato non da un giudizio di valore, da una personale classifica di rispetto verso le tre religioni ma dal fatto che ultimamente i musulmani siano saliti alla ribalta della cronaca e probabilmente perchè i loro fondamentalismi simil-medioevali prestano bene il fianco alle critiche…).

Il libro è decisamente provocatorio, spietato e se letto con attitudine bigotta molto blasfemo ma nella sua lucidità apre molti spunti di riflessione sull’influenza del trascendente nella nostra società, sul nichilismo attuale e sulle illusioni e speranze che da millenni ci portiamo appresso e che non ci permettono di vivere e amare la vita terrena.

Onfray si propone di partire dall’ateismo tranquillo di Deleuze, quel tipo di ateismo che ha superato la preoccupazione statica della negazione di dio, la lotta contro dio non è quindi vissuta come scopo, come fine dell’ateismo bensi come mezzo per lasciarsi alle spalle in nichilismo e realizzare un etica francamente laica.

Allo stesso tempo però, il libro è per il 90% indirizzato a svelare le assurdità delle religioni e ben poco alla tanto sospirata etica laica. Non dico che mi sarei aspettato il decalogo del buon ateo-ateo o ateo-tranquillo o che dir si voglia ma qualche idea in più sulla morale atea avrebbe reso il libro più interessante e più concreto. Diciamo che Onfray con dovizia di particolari e anche con discreto humor libera la strada, illustra la meta ma poi ci fa percorrere solo pochi passi.

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5 Risposte to “Trattato di Ateologia – Michel Onfray”


  1. […] libro ci va giù pesante, sebbene non sia caratterizzato dalla stessa vena polemica del Trattato di Ateologia di Onfray o Dio non è Grande di Hitchens, ma quello che ho trovato affascinante è il suo essere una summa […]

  2. Gabriele Says:

    E’ il trattato più esauriente, in materia, che mi sia capitato di leggere. Non sono uno studioso ma un curioso lettore. Facile anche per i più, grazie anche alla traduzione di Gregorio De Paola. Non è vero che va giù pesantemente quanto, invece, è talmente logico e razionale che sembra strano che lo si debba considerare “eccezionale”. Mi meraviglia lo stupore nel commento di Paul Desalmand. Invece, avrebbe dovuto meravigliarsi della pesante imposizione oscurantista ed innaturale nella quale la gente è stata tenuta all’oscuro dell’uso della ragione e costretta a soggiogare al potere del “nulla” (platonismo) e dell’oscurantismo. Questo è un trattato della logica, del lapalissiano e dell’evidenza riscontrabile!
    Gabriele Longo

  3. Gabriele Says:

    Solo adesso mi sono accorto che non era, mi sembra, Desalmando a fare l’osservazione quanto il signore del commento… Non ho letto Desalmand ma ritengo che se fosse sulla stessa linea di Onfray, non sarebbe mai pesante, quanto naturale. Il pesante appartiene alla Chiesa!

    Gabriele


  4. […] libro ci va giù pesante, sebbene non sia caratterizzato dalla stessa vena polemica del Trattato di Ateologia di Onfray o Dio non è Grande di Hitchens, ma quello che ho trovato affascinante è il suo essere una summa […]

  5. Marina Summa Says:

    Non sono del tutto d’accordo sulle affermazioni che negherebbero la libertà di ogni uomo a vivere appieno la vita terrena. E’ vero che la chiesa cattolica pone veti all’essere umano discutibili e quasi sempre inamissibili ma il trascendente fa parte di noi tutti, è l’essenza del pensiero libero, della speranza. I veri valori cristiani sono quelli che danno una possibilità all’umanità per vivere la vita terrena in armonia, con la forza dell’amore per gli altri, per la natura, allontanandoci dal materialismo che pone falsi miti e non ci condurrà mai alla pace interiore.

    Marina 58


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