Coscienza Globale – Oltre l’irrazionalità moderna – Mario Capanna

settembre 30, 2007

Mario Capanna
Coscienza Globale – Oltre l’irrazionalità moderna
Baldini Castoldi Dalai Editore
16€ 2006 170 pg

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Mario Capanna si è laureato in filosofia, è / è stato uomo politico, è scrittore e giornalista, è stato leader del movimento studentesco nel 68 ed è presidente al Consiglio dei Diritti Genetici, è ambientalista e pacifista ma anche coltivatore diretto e apicoltore. Tutte queste sue caratteristiche sono sufficienti, a seconda delle singole posizioni ideologiche e/o pregiudizi, ad spingere ad acquistare subito il suo libro divorandolo in pochi giorni oppure a riporlo immediatamente nello scaffale e ad allontanarsene con disprezzo.

Io l’ho acquistato e letto perchè mi ha colpito soprattutto il sottotitolo. Infatti per quanto viviamo nell’era del progresso, della “scienza” economica e della tecnica, ho sempre pensato che il nostro mondo sia caratterizzato da enormi contraddizioni e paradossi che nascono da una profonda irrazionalità (se non vera e propria stupidità..).

Il libro si fa leggere molto bene, con interessanti e approfondite, ma mai noiose, analisi storiche e filosofiche sull’evoluzione dei rapporti fra uomini, fra uomo e ambiente e fra uomo e tecnica/tecnologia. Spesso i suoi ragionamenti partono soprattutto dal rapporto / uso che l’uomo ha/fa con quest’ultima. L’uomo di oggi è “mediato”, nel suo rapporto con la realtà, da un’infinità di strumenti tecnici, ma quanto questa mediazione agevola/influenza/interferisce con la conoscenza della realtà stessa? E’ vero che siamo più informati, ma è anche vero che sappiamo/conosciamo di meno – e questo mi ricorda una frase del libro “Ci salveranno gli ingenui” in cui l’autore Massimo Gramellini si chiede se oggi siamo più cittadini informati o più semplici consumatori di informazioni. Le tante troppe informazioni non ci danno il tempo di pensare, di riflettere e di assimilare e cosi si perdono i nessi causali fra gli eventi e ci si dimentica della memoria storica.

Ovvio che la tecnica di per se non sia ne buona ne cattiva e che tutto dipende dall’uso che se ne fa e dagli scopi che ci si prefiggono ma siccome ora la tecnica è piegata alle dinamiche del profitto i bisogni umani vengono sempre messi in secondo piano. La tecnica diventa quindi una sorta di nuova schiavitù a cui siamo sottoposti che oltre a mediare gli uomini li “dimedia” cioè li dimezza.. Citando Hans Georg Gadamer l’autore spiega perchè siamo schiavi, pensando di essere padroni, cosa questa che è la maggiore caratteristica, ed assurdità, di questo tempo…

Un fattore molto interessante del libro è che nelle sue analisi, Capanna ricorra spesso all’etimologia, alle origini greche e latine delle parole chiave del suo libro, per svelare le ambiguità che possono generare e i capovolgimenti concettuali a cui sono state sottoposte durante la Storia. Prime fra tutte la stessa parola economia che in greco significa “regole della casa”, “amministrazione della casa”, andando a comprendere tutte quelle attività di gestione domestica subordinate alle esigenze e ai bisogni dei suoi abitanti, oppure la parola conquistare dal latino conquiro che significa cercare con diligenza, ricercare.

Questo ribaltamento dei significati imposto e diffuso nel tempo grazie alla tecnica e alla prepotenza, ha fatto si che ora ci troviamo in un mondo “rovesciato” in cui la maggior parte delle persone vive nella miseria mentre una piccolissima elite consuma la maggior parte le risorse del pianeta, in cui la parte di pianeta che si ritiene civilizzata, superiore e portatrice di pace e democrazia, è quella che produce e vende armi, sfrutta gli indifesi e inquina e distrugge noncurante il pianeta (questi e molti altri paradossi simili vengono analizzati anche in “A testa in giù” di Eduardo Galeano).
Analizzando il ruolo della tecnica e della guerra nel corso dei secoli Capanna dimostra che non è assolutamente vero che l’aggressività, la prepotenza e la prevaricazione del mondo moderno siano insiti nella natura umana ed inevitabili, come inevitabile dovrebbe essere anche la subordinazione dell’uomo alla tecnica, al profitto e al capitalismo. Non è perciò vero che il mondo sia sempre andato, e sempre andrà, avanti cosi… e si apre quindi uno spazio all’alternativa, alla speranza e alla possibilità di ripristinare una situazione di equità, giustizia e rispetto, per la natura e per gli uomini tutti.

La nostra condizione odierna è quella di una assurdità vissuta pericolosamente e se come disse Einstein “L’umanità avrà la sorte che saprà meritarsi” stiamo rischiando davvero grosso e la coscienza globale, intesa come percezione dell’insieme, come modo di porci come parte del tutto, ci potrebbe permettere di ritrovare l’equilibrio, raggiungere la giustizia sociale, preservare l’ambiente e la biodiversità e infine quindi perpetrare la specie umana!

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2 Risposte to “Coscienza Globale – Oltre l’irrazionalità moderna – Mario Capanna”

  1. Anonimo Says:

    bELLO!

  2. Johnd628 Says:

    I’ve read some excellent stuff here. Definitely price bookmarking for revisiting. I surprise how much effort you place to create this type of great informative site. fcedeccgddcd


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