Dio, Patria e Famiglia! Si, ma quali?
Giugno 13, 2008
La Rete per me, lettore compulsivo, può rivelarsi una trappola fatale, quindi per evitare notti insonni a saltare di link in link, raramente mi metto a seguire discussioni su forum o blog. Già non riesco ad aggiornare il mio quanto vorrei, figuriamoci se mi metto pure a scrivere su quello degli altri.
Non so come però sono capitato su un blog che ha catalizzato la mia attenzione negli ultimi giorni. Il titolo del blog è Il Pensatore.

E’ il blog di un giovane studente di giurisprudenza, meridionale trasferito a Firenze, che si professa moderato ma è dichiaratamente schierato a Centro Destra e fedele ai valori di Dio, Patria e Famiglia…
Già dopo aver letto il profilo mi prudevano le mani (tanta era la voglia di battere le dita sulla tastiera del mio pc per chiedergli che senso abbia nel 2000 parlare ancora di questa famigerata triade in questi termini. Con questa cieca devozione e a iniziali rigorosamente maiuscole. I motti D’Annunziani e il Fascio sono ormai lontani e onestamente trovo il tutto un po infantile.
Il biologico fa male alla salute
Maggio 31, 2008
Che “Il Giornale” non fosse un vero “giornale” ma uno spudorato e squallido organo di disinformazione e propaganda “di famiglia”, l’avevo capito tempo fa, quando la mia cara nonna, craxiana e berlusconiana sfegatata, in seguito alla dichiarazione del direttore del Corriere della Sera di non votare per Berlusconi, aveva deciso di disdire l’abbonamento per passare appunto al Giornale. Spesso mi era capitato, andandola a trovare, di sfogliare il quotidiano e leggere assurdità di ogni tipo, slogan demagogici, mistifiicazioni di ogni tipo e altre amenità. Questa volta però non si parla di politica o di sicurezza, ma di cibo biologico e Franco Battaglia ha dato il meglio di sè in un accozzaglia di falsità e sillogismi incredibili, che ho scoperto grazie ai ragazzi/e del meetup di Per il Bene Comune, e che riporto qui sotto, insieme ad alcune considerazioni che sono emerse nel relativo forum.
Un caro e affezionato amico, mi ha recentemente sorpreso, data la sua non più giovane età, con una affettuosa lettera ove mi esprimeva il proprio «senso di disagio procurato dal mondo circostante, una specie di crisi personale sulla quale incidono, innanzitutto, i rapporti professionali». Chimico di professione, si lamenta egli di essere all’antica, perché insisterebbe a voler offrire la propria consulenza - che, data l’esperienza accumulata, sarebbe preziosissima - «per il meglio, cioè senza frodare». Non si capirebbe perché «per il meglio» e «senza frodare» dovrebbe essere «all’antica» finché non chiarisce che «frodare» significa, oggi, una cosa diversa che una volta.
Il verbo «frodare» - mi scrive - non va considerato, oggi, nel senso di aliud pro alio (come succedeva una volta). Tipo, per intenderci, il pacco ben confezionato con le illustrazioni di una magnifica radio ma con, dentro, un mattone: come non provare simpatia per chi te l’ha rifilato? Oggi la frode è concettuale, esaltativa di ciò che non c’è - e non può esserci. Essa consiste nell’inventare panacee, ora energetichea (vedi pannelli fotovoltaici), ora salutistiche (vedi prodotti omeopatici), ora nutrizionali (vedi cibi biologici), approfittando di tutti i mezzi che le norme - specie quelle comunitarie - consentono tra le pieghe delle loro astruserie e che, in forza della legge, inventano un valore aggiunto a prodotti che non valgono niente. Rimanendo in metafora, le frodi moderne ti vendono apertamente un mattone convincendoti che è una radio, facendosi aiutare, in ciò, da multimiliardarie campagne rese possibili dalla moderna era dell’informazione. La quale, accanto agli innegabili pregi, pone all’umanità una formidabile sfida: poter distinguere la realtà dalla fantasia, la verità dalla propaganda.
L’amministrazione della mia città, Modena, è modernissima e all’avanguardia. In nome di un comportamento autodefinito «virtuoso» - e senza naturalmente astenersi dal lamentarsi pubblicamente che Berlusconi abbia cancellato l’Ici per la casa d’abitazione - sta sperperando ingenti somme di denaro pubblico nelle moderne (nell’accezione data dal mio amico) frodi. Tra cui mi piace citare i pannelli fotovoltaici, la raccolta dei rifiuti porta-a-porta e la distribuzione di cibi biologici ai bambini delle scuole comunali. Leggi il resto del post »
Decrescendo Cantabile - Jean Claude Besson Girard
Maggio 23, 2008
Decrescendo cantabile. Piccolo manuale per una decrescita armonica - Jean-Claude Besson-Girard
€ 16,00 pg 175
Jaca Book 2007
L’idea della decrescita fa paura. Come scrive Serge Latouche nella prefazione di questo libro, la pregnanza sul nostro immaginario della religione della crescita e dell’economia è tale che parlare di decrescita è letteralmente blasfemo e colui che vi si arrischia è trattato da iconoclasta. Ma parlare di decrescita è, al giorno d’oggi, auspicabile e necessario poichè con il delirio della crescita illimitata, in un mondo finito, la presunta razionalità del mondo economico svela la sua fondamentale irrazionalità.
Questo piccolo manuale, ad opera del pittore Jean-Claude Besson-Girard, si rivolge a tutti quegli “obiettori della crescita” che intendono sfuggire al degrado etico, materiale ed ambientale causato dall’economismo dominante.
Questo libro, diversamente da molti altri pubblicati negli ultimi mesi, incentra le sue argomentazioni non tanto sulle statitiche dei disastri ambientali o su teorie economiche, quanto sull’aspetto poetico dell’idea di decrescita.
L’autore individua nella degradazione dello spirito poetico e della facoltà di sentire e di interrogarsi le principali cause , allo stesso sintomi, del nostro stato di alienazione che ci porta a consegnarci ciecamente nelle mani della più grande utopia della storia umana, quella della crescita illimitata in un pianeta dalle risorse limitate. Leggi il resto del post »
La paura e la speranza - Giulio Tremonti
Maggio 18, 2008
La paura e la speranza. Europa: la crisi globale che si avvicina e la via per superarla - Giulio Tremonti
€ 12,80 pg. 111
Mondadori Editore 2008
Che tipo di società vogliamo? Una società destrutturata e destabilizzata che smorza la voglia e la speranza di avere una famiglia e dei bambini, e una casa e una pensione o una società strutturata e stabilizzata sul lavoro e sulla famiglia e su valori che non siano dominati dal continuo ricatto dell’economia competitiva del precariato?
Mobilità geografica ed evoluzionismo spinto dalla competizione possono andare bene solo per la parte più forte e dinamica della popolazione, non per le masse che stanno alla base della nostra società.
Per cominciare a cambiare non serve molta fantasia, basta non essere ciechi.
Quello che è già successo basta e avanza per spingerci verso orizzonti mentali diversi da quelli dominanti, verso una visione diversa della vita, meno materiale e più spirituale, più comunitaria e più responsabile. Dobbiamo abbandonare la riduzione ideologica riduzione ideologica dell’uomo nel mercato: esisto per consumare, consumo e dunque esisto.
La fiaba del progresso continuo e gratuito e’ finita. Un viaggio lowcost puo anche costare meno di 20€ ma una spesa media al supermercato anche più di 40!: come in un mondo rovesciato il superfluo viene a costare assurdamente meno del necessario.
Le cause del male sono nella globalizzazione e nel mercatismo.
Queste non sono frasi pronunciate da qualche anticapitalista radicale o da qualche sinistroide intellettuale del movimento altermondialista.
Questi sono le parole dell’attuale ministro dell’Economia del Quarto Governo Berlusconi, Giulio Tremonti, nel suo libro La Paura e la Speranza. Leggi il resto del post »
Dinosauropoli, noi
Aprile 15, 2008
non conosco particolarmente Charles Bukowski. Ho letto forse un paio di libri e a quanto mi ricordo non è che mi avessero fatto particolarmente impazzire. Probabilmente non ero riuscito a percepire la profonda poesia nascosta sotto tutta la sua volgarità. Per caso proprio oggi ho noleggiato in biblioteca il dvd del film Factotum tratto da un suo romanzo e negli extra c’era pure il documentario Born Into This - Nato per essere Bukowski.
Ebbene, a parte il fatto che ho scoperto un “Hank” che ignoravo, e che mi riprometto di approfondire, sono rimasto particolarmente colpito dalla citazione della poesia “Dinosauria, we”.
Beh, nella depressione post elezioni questa poesia dai contenuti cosi anticipatori mi fa proprio dubitare delle coincidenze..
Dinosauropoli noi,
nati così / in mezzo a tutto questo / tra facce di gesso che ghignano / e la signora Morte che se la ride
e mentre gli ascensori si guastano
e gli orizzonti politici si dissolvono
e il ragazzino che riempie le buste al supermercato è laureato
e i pesci sporchi di petrolio sputano fuori la loro preda oleosa / e il sole è lì nascosto.
Noi siamo nati così / in mezzo a tutto questo
in mezzo a queste guerre ragionatamente folli
in mezzo al vuoto spettacolo dei finestroni di fabbrica rotti
in mezzo ai bar dove le persone non si parlano più
in mezzo alle scazzottate che finiscono con coltelli e pistole
siamo nati in mezzo a tutto questo
tra ospedali così costosi che conviene lasciarsi morire
tra avvocati talmente esosi che è meglio dichiararsi colpevoli
in una nazione dove le prigioni sono piene e i manicomi chiusi
in un posto dove le masse trasformano i cretini in eroi di successo Leggi il resto del post »
Il fasciocomunista - Antonio Pennacchi
Aprile 12, 2008
Il fasciocomunista - Vita scriteriata di Accio Benassi
Antonio Pennacchi
Ed. Mondadori 2003
Pg 390 € 9
Del protagonista di questo romanzo, da cui è stato tratto il film “Mio Fratello è figlio unico” uscito l’anno scorso, non si saprà mai il vero nome. In tutto il libro e per tutta la sua vita è sempre stato Accio, un nomignolo spregiativo che racchiude in sè tutta la carenza di affetto che caratterizza i suoi rapporti famigliari.
Dopo l’infanzia in seminario per far piacere al padre e per imitazione del fratello maggiore Manrico, arriva la crisi spirituale e il ritorno a Latina, con l’iscrizione al MSI.
I contrasti con i genitori, una madre distaccata ed autoritaria e un padre assente, operaio e religiosissimo, sono sempre più marcati e Accio sfoga la sua rabbia per strada con una frenetica attività politica, l’attacchinaggio dei manifesti e i pestaggi con i comunisti.
Col tempo però Accio si accorge che il fascismo per il quale combatte ben poco si interessa al destino delle masse e per questo viene allontanato dal partito. Scopre così, anche grazie ad alcuni incontri inaspettati e al coinvolgimento del fratello maggiore, che nel frattempo è diventato uno dei leader della rivolta studentesca di sinistra, che molti dei suoi ideali sono portati avanti anche dai tanto odiati nemici comunisti. Dopo qualche titubanza salta perciò il fossato ideologico e si ritrova a volantinare davanti alle fabbriche e a manifestare contro i suoi ex camerati. Leggi il resto del post »
Poesia Dorsale - Disobbedienza civile
Aprile 2, 2008

Poesia Dorsale - Regime
Marzo 31, 2008

Grande città violenta / cane mangia cane /
Gli indifferenti /
No! / immaginiamo / una nuova narrazione del mondo / la città della gioia /
Educare alla libertà / sobrietà / Coscienza globale / Vivere semplice /
Perchè limitarsi a sognare? /
Ci salveranno gli ingenui
Homo videns - Giovanni Sartori
Marzo 25, 2008
Homo videns - Giovanni Sartori€ 7,50 pg. 166
Editore Laterza 2007
Televisione e post-pensiero è il sottotitolo di questo interessantissimo libro di Giovanni Sartori, uno dei massimi esperti di politologia internazionale.
L’edizione che ho appena finito di leggere è dell’anno scorso ma in realtà il libro è stato pubblicato nel 1997 e ristampato nel 1999. Da allora non ha avuto nessuna modifica o integrazione e siccome una decina di anni rappresentano un lasso di tempo abissale nel campo dei media, il libro risente un pò di questa scarsa attualità. Non tanto per le teorie presentate ma più che altro per alcuni esempi riportati e soprattutto per alcune previsioni che si sono ampiamente avverate (purtroppo).
Sartori in questo libro sostiene che l’avvento della televisione abbia portato un vero e proprio mutamento nel modo di pensare dell’essere umano, trasformandolo da Homo Sapiens in Homo videns.
L’apparato cognitivo dell’uomo, è, o era fino a qualche decennio fa, basato sul linguaggio e sulla capacità di astrazione e quindi il nostro concepire, conoscere e comunicare il mondo, sia esso esteriore, interiore o immaginato, avveniva attraverso concetti e quindi attraverso la parola.
La televisione con il suo primato dell’immagine ha spostato la natura stessa della comunicazione dal contesto della parola a quello dell’immagine e di conseguenza (in)formando milioni di telespettatori fin dalla tenera età, li diseduca nella loro capacità di astrazione. La parola è simbolo quindi necessita di spiegazioni, interpretazioni, contestualizzazioni, invece l’immagine è tale. Certo, può essere interpretata ma questo processo non è necessario ed indispensabile alla visione della stessa. Nell’era dell’immagine la parola, il racconto, le spiegazioni esistono solo come contorno, come voce fuori campo, in funzione dell’immagine. E se è vero che una immagine vale più di mille parole è altrettanto vero che mille immagini non danno un concetto. Leggi il resto del post »
un giorno bisestile per festeggiare il patrono dei precari
Febbraio 29, 2008
Il problema del precariato colpisce in tanti nonostante tutti i politici di qualunque fazione se ne riempiano la bocca per racimolare qualche voto.
Da quest’anno anche i lavoratori precari, gli sfruttati, i sottopagati, sottoccupati, a progetto , cococo e cocopro, le fintissime partite iva e chi ne ha più ne metta, hanno il giorno in cui festeggiare il proprio patrono, San Precario appunto, che viene festeggiato il 29 febbraio, oggi, il giorno più precario che ci sia.
Le iniziative sono tante un pò ovunque, concerti, mostre e momenti per stare insieme, sfogarsi, divertirsi e costruire insieme delle alternative.
Nel frattempo, per quanto non sia un appassionato del reggae (si nonostante i miei dreadlock!!) ascoltatevi questa splendida canzone di Junior Sprea: Precario

