Henry Drummond Il dono supremo - Paulo Coelho
asSaggi Bompiani 2007
Pg 103 € 10,00

Henry Drummond è stato un pastore protestante scozzese vissuto nella seconda metà dell’800. Uno dei suoi contributi più importanti di predicatore è l’opera “La cosa migliore del mondo” pubblicato nel 1890. Questo libro non è altro che unaa trasposizione/riflessione della prima lettera ai Corinzi di San Paolo nella quale il tredicesimo apostolo definisce l’Amore come il bene supremo, l’obiettivo ultimo e la virtù più elevata, ancora più importante della Fede e della Speranza. Inevitabile quindi che un libricino scritto da Coelho, basandosi sugli scritti di un predicatore protestante che a sua volta ha interpretato un testo sacro non possieda dei connotati religiosi ancor più marcati di quanto gia abitualmente usati da questo autore brasiliano.

Dobbiamo impiegare i nostri giorni nel modo migliore, giacchè nessun altro può vivere per noi. Ecco perchè abbiamo bisogno di sapere qual’è l’obiettivo supremo da raggiungere. E il nostro obiettivo nel mondo è questo: apprendere ad amare. Dobbiamo migliorarci giorno per giorno con preparazione e diligenza ed impegnarci a vivere una vita piena e corretta. E’ meglio non vivere piuttosto che non amare.

Ho ripreso queste poche frasi perchè sono quelle che più di tutte racchiudono il senso di questo libricino di Coelho. E sono quelle che meno risultano vincolate ad aspetti religiosi bensì possono, e dovrebbero, riguardare ogni uomo sulla terra indipendentemente da reddito, razza o religione. Leggi il resto del post »

Una TV per crescere - Fabio Bocci
Psicoguide - Cittadella Editore 2006
Pg 230 € 17,50

Fabio Bocci, ricercatore della Facoltà di Scienza della Formazione di Roma Tre, in questo libro, il cui sottotitolo è Esperienza televisiva, apprendimento e disabilità, cerca di analizzare il ruolo della televisione da una prospettiva che ne preveda la complessità con l’intento di superare la linearità delle contrapposizioni tra estremi: l’estremo buonista e lassista che vede in questo medium, una finestra sul mondo in grado di offrire, e garantire, piena libertà di espressione, di formazione, informazione e intrattenimento, e l’estremo pessimista, iperprotettivo e pedagogico che individua nella televisione la causa di tutti i mali della società e la considera cattiva maestra, ladra di tempo e serva infedele.
Si perchè la verita non sta solo nel mezzo ma nell’uso controllato del mezzo che consente alla persona di ponderare, calibrare, decidere e tarare sulle proprie caratteristiche e competenze i bisogni e i mediatori per soddisfarli.

Lungi da rigide posizioni aprioristiche e pregiudizi quindi, suggerisce, citando le parole del Cardinale Martini di guardare alla Tv come ad uno semplice, e al tempo stesso complesso e potente strumento, un mezzo moltiplicatore i cui risultati dipendono dalla intenzione, dalla coscienza e dalla competenza di chi lo impiega.
Invece di barcamenarsi tra le due posizioni estreme, è necessario assumere una atteggiamento, nei confronti dei mass media, critico ma costruttivo, è auspicabile avviare un processo pedagogico ed educativo volto a dotare bambini, adolescenti, e anche adulti, di specifiche competenze d’ascolto. L’impegno di genitori, educatori e operatori del settore deve essere rivolto alla Teleducazione, con la finalità di permettere agli spettatori una lettura approfondita e cosciente dei contenuti veicolati dalla televisione. Leggi il resto del post »

Dinosauropoli, noi

Aprile 15, 2008

non conosco particolarmente Charles Bukowski. Ho letto forse un paio di libri e a quanto mi ricordo non è che mi avessero fatto particolarmente impazzire. Probabilmente non ero riuscito a percepire la profonda poesia nascosta sotto tutta la sua volgarità. Per caso proprio oggi ho noleggiato in biblioteca il dvd del film Factotum tratto da un suo romanzo e negli extra c’era pure il documentario Born Into This - Nato per essere Bukowski.

Ebbene, a parte il fatto che ho scoperto un “Hank” che ignoravo, e che mi riprometto di approfondire, sono rimasto particolarmente colpito dalla citazione della poesia “Dinosauria, we”.

Beh, nella depressione post elezioni questa poesia dai contenuti cosi anticipatori mi fa proprio dubitare delle coincidenze..

Dinosauropoli noi,

nati così / in mezzo a tutto questo / tra facce di gesso che ghignano / e la signora Morte che se la ride

e mentre gli ascensori si guastano
e gli orizzonti politici si dissolvono
e il ragazzino che riempie le buste al supermercato è laureato
e i pesci sporchi di petrolio sputano fuori la loro preda oleosa / e il sole è lì nascosto.

Noi siamo nati così / in mezzo a tutto questo
in mezzo a queste guerre ragionatamente folli
in mezzo al vuoto spettacolo dei finestroni di fabbrica rotti
in mezzo ai bar dove le persone non si parlano più
in mezzo alle scazzottate che finiscono con coltelli e pistole

siamo nati in mezzo a tutto questo
tra ospedali così costosi che conviene lasciarsi morire
tra avvocati talmente esosi che è meglio dichiararsi colpevoli
in una nazione dove le prigioni sono piene e i manicomi chiusi
in un posto dove le masse trasformano i cretini in eroi di successo Leggi il resto del post »

Il fasciocomunista - Vita scriteriata di Accio Benassi
Antonio Pennacchi

Ed. Mondadori 2003
Pg 390  € 9

Del protagonista di questo romanzo, da cui è stato tratto il film “Mio Fratello è figlio unico” uscito l’anno scorso, non si saprà mai il vero nome. In tutto il libro e per tutta la sua vita è sempre stato Accio, un nomignolo spregiativo che racchiude in sè tutta la carenza di affetto che caratterizza i suoi rapporti famigliari.
Dopo l’infanzia in seminario per far piacere al padre e per imitazione del fratello maggiore Manrico, arriva la crisi spirituale e il ritorno  a Latina,  con l’iscrizione al MSI.
I contrasti con i genitori, una madre distaccata ed autoritaria e un padre assente, operaio e religiosissimo, sono sempre più marcati e Accio sfoga la sua rabbia per strada con una frenetica attività politica, l’attacchinaggio dei manifesti e i pestaggi con i comunisti.
Col tempo però Accio si accorge che il fascismo per il quale combatte ben poco si interessa al destino delle masse e per questo viene allontanato dal partito. Scopre così, anche grazie ad alcuni incontri inaspettati e al coinvolgimento del fratello maggiore, che nel frattempo è diventato uno dei leader della rivolta studentesca di sinistra, che molti dei suoi ideali sono portati avanti anche dai tanto odiati nemici comunisti. Dopo qualche titubanza salta perciò il fossato ideologico e si ritrova a volantinare davanti alle fabbriche e a manifestare contro i suoi ex camerati. Leggi il resto del post »

La felicità domestica - Lev Tolstoj
€ 8,40 Pg 103
Oscar Classici Mondadori 2008

Qualche settimana fa ho avuto modo di vedere “Into the wild” di Sean Penn, uno splendido film che narra la storia (vera) di un moderno e sfortunato Thoreau che decide di abbandonare famiglia e società civile per viaggiare per l’america e avventurarsi in Alaska.

Dopo la visione del film ho cercato in diverse librerie il libro di John Krakauer “Nelle terre estreme” da cui il film è tratto. Il libro è uscito nel 1997 edito dalla Rizzoli e successivamente è stato ristampato in edizione superpocket al prezzo di 7.900 lire. Ovviamente con l’uscita del film nel 2008 delle vecchie edizioni non c’è più traccia e l’unica versione è quella appunto legata al film edita da Corbaccio con copertina rigida e al costo di 16,60€…
Ho deciso quindi di passare ad un altro libro che viene citato nelle riflessioni del protagonista: “La felicità familiare” di Lev Tolstoj.
“Ho vissuto molto e mi sembra di aver trovato quel che occorre per la felicità. Una vita quieta, appartata, nel nostro angolo in campagna, (…), il lavoro, il riposo, la natura, i libri, la musica e l’amore per il prossimo. (…). E al culmine di tutto ciò un’amica come voi, forse una famiglia (…)”.

Questa la frase citata nel film che non poteva che colpirmi e attirarmi a leggerne il libro. Di Tolstoj però non conoscevo nulla, se non i titoli delle sue mastodontiche opere quindi ho cercato un po in internet e sono rimasto stupito nello scoprire un autore completamente diverso da come me lo immaginavo. La sua crisi spirituale e lo studio dei testi sacri, le critiche all’ipocrisia della Chiesa e alle ingiustizie perpetrate dai governanti, l’abolizione della proprietà privata e le influenze della disobbedienza civile di Thoreau, le sue riflessioni sul vegetarianismo e la corrispondenza con GandhiLeggi il resto del post »

Un giorno della mia vita/
casino totale / birra fagioli crackers e sigarette /
un sacco di risate / il piacere del vino / esercizi d’amore /
niente per caso / in ogni caso nessun rimorso

poesia dorsale disobbedienza
Disobbedienza civile /
Uno / di noi tre /
camminando / a passo di gambero /
il cammino del’uomo / contro il capitale globale

Poesia Dorsale - Regime

Marzo 31, 2008

poesia dorsale - regime
Regime / La democrazia del grande fratello /
Grande città violenta / cane mangia cane /
Gli indifferenti /
No! / immaginiamo / una nuova narrazione del mondo / la città della gioia /
Educare alla libertà / sobrietà / Coscienza globale / Vivere semplice /
Perchè limitarsi a sognare? /
Ci salveranno gli ingenui
poesia dorsale - noi ragazzi
Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino /
Gli indifferenti / costretti a sanguinare /
Cavie / Ribelli /
Siamo spiacenti di  /giocare per forza / il giuoco delle perle di vetro
homo videns coverHomo videns - Giovanni Sartori

€ 7,50 pg. 166
Editore Laterza 2007

Televisione e post-pensiero è il sottotitolo di questo interessantissimo libro di Giovanni Sartori, uno dei massimi esperti di politologia internazionale.
L’edizione che ho appena finito di leggere è dell’anno scorso ma in realtà il libro è stato pubblicato nel 1997 e ristampato nel 1999. Da allora non ha avuto nessuna modifica o integrazione e siccome una decina di anni rappresentano un lasso di tempo abissale nel campo dei media, il libro risente un pò di questa scarsa attualità. Non tanto per le teorie presentate ma più che altro per alcuni esempi riportati e soprattutto per alcune previsioni che si sono ampiamente avverate (purtroppo).
Sartori in questo libro sostiene che l’avvento della televisione abbia portato un vero e proprio mutamento nel modo di pensare dell’essere umano, trasformandolo da Homo Sapiens in Homo videns.
L’apparato cognitivo dell’uomo, è, o era fino a qualche decennio fa, basato sul linguaggio e sulla capacità di astrazione e quindi il nostro concepire, conoscere e comunicare il mondo, sia esso esteriore, interiore o immaginato, avveniva attraverso concetti e quindi attraverso la parola.

La televisione con il suo primato dell’immagine ha spostato la natura stessa della comunicazione dal contesto della parola a quello dell’immagine e di conseguenza (in)formando milioni di telespettatori fin dalla tenera età, li diseduca nella loro capacità di astrazione. La parola è simbolo quindi necessita di spiegazioni, interpretazioni, contestualizzazioni, invece l’immagine è tale. Certo, può essere interpretata ma questo processo non è necessario ed indispensabile alla visione della stessa. Nell’era dell’immagine la parola, il racconto, le spiegazioni esistono solo come contorno, come voce fuori campo, in funzione dell’immagine. E se è vero che una immagine vale più di mille parole è altrettanto vero che mille immagini non danno un concetto. Leggi il resto del post »